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FALSO MADE IN ITALY

Falso San Daniele Dop, la Procura di Pordenone chiude indagine sulla contraffazione

Coldiretti: simbolo del made in Italy, sviluppa un fatturato di oltre 800 milioni di euro. Il Ministro Centinaio: “tra le nostre maggiori eccellenze”
CONTRAFFAZIONE, FALSI, PROSCIUTTO SAN DANIELE DOP, Non Solo Vino
Il Prosciutto San Daniele Dop, eccellenza italiana

Fare chiarezza in tempi rapidi sulla vicenda dei falsi Prosciutti San Daniele Dop per tutelare consumatori e produttori impegnati a garantire la qualità di uno dei prodotti simbolo del made in Italy che sviluppa un fatturato di oltre 800 milioni di euro in Italia e all’estero. È quanto afferma la Coldiretti in merito all’inchiesta della procura di Pordenone che ha chiuso le indagini preliminari sull’ipotesi di un’associazione per delinquere finalizzata alla frode in commercio per la contraffazione del Prosciutto di San Daniele Dop.
“Oggi si è conclusa un’importante operazione contro la contraffazione di una delle nostre maggiori eccellenze, il Prosciutto di San Daniele Dop - sottolinea Gian Marco Centinaio, Ministro delle politiche agricole alimentari forestali e del turismo - un’operazione che ha portato alla luce un giro di affari impressionante. Va il mio ringraziamento alle forze dell’ordine e alla Procura di Pordenone che hanno portato avanti le indagini e raggiunto importanti obiettivi. Nella lotta alla contraffazione siamo e vogliamo essere insieme in prima linea. E solo continuando a lavorare quotidianamente a livello nazionale e internazionale possiamo difendere i nostri prodotti di eccellenza, da quanti, con espedienti malavitosi, danneggiano il made in Italy, i produttori onesti e l’economia del nostro Paese, immettendo nel mercato prodotti scadenti e contraffatti”.
Grazie a 3.927 allevatori, 116 macelli, 550 addetti e 31 stabilimenti produttivi, sottolinea la Coldiretti, il Prosciutto San Daniele è al secondo posto sul podio delle Dop di carne italiane e rappresenta il 22,5% della produzione annua di prosciutti dOP italiani, e il 13,7% della produzione di prosciutto crudo a totale Italia. Ogni anno circa tre milioni di cosce di suino sono lavorate secondo un rigido disciplinare di produzione volto a tutelare la qualità e le caratteristiche organolettiche di un prodotto che vale 65 milioni di euro di esportazioni in particolare in Francia, Germania, Usa, Belgio e Australia che, complessivamente, rappresentano il 70% del suo mercato internazionale.

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