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SETTORE IN RIVOLTA

Fiamme, disordini, scontri, città sotto assedio: gli agricoltori tornano a protestare a Bruxelles

Oltre 250 trattori partecipano nel Quartiere Europeo con tanto di attacchi alla polizia e giornalisti presi di mira
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A Bruxelles proteste degli agricoltori (ph: Facebook - Fugea)

Era febbraio quando gli agricoltori protestarono a Bruxelles nel Consiglio Europeo per far sentire la loro voce con tanto di statua abbattuta, fuochi accesi, trattori a tenere banco nel cuore della capitale belga. Scene non così diverse da quelle viste, oggi, con la protesta portata avanti da Fugea, la Fédération des Jeunes Agriculteurs (Fja), la Fédération Wallonne de l’Agriculture (Fwa), il Réseau de Soutien à l’Agriculture Paysanne (RéSap) e il Coordinamento Europeo Via Campesina, riporta Rai News.it.
Si parla di 250 trattori, presenti nel Quartiere Europeo, con tanto di scontri tra agricoltori e Polizia, ma anche di una situazione critica per i giornalisti, uno dei quali sarebbe stato colpito, secondo il quotidiano belga “Le Soir”. Si sono viste fiamme nel centro della città belga, ma anche lancio di molotov, disordini, sversamento di letame e patate dai trattori in un clima di paura. Tutto questo mentre la politica europea era a lavoro per dare risposte al mondo agricolo ad iniziare dal via libera dei rappresentanti dei Paesi Ue riuniti nel Comitato Speciale Agricoltura alla revisione mirata della Politica Agricola Comune (Pac) proposta dalla Commissione Europea e che punta a ridurre gli oneri amministrativi e a dare una maggiore flessibilità per il rispetto di determinate condizioni ambientali.
Revisione approvata da parte dei 27 Stati membri “con una serie di misure di alleggerimenti degli adempimenti burocratici delle quali andranno a beneficiare 500.000 piccoli agricoltori italiani”, ha sottolineato, tra gli altri, Coldiretti, che ha espresso parere “positivo” anche per “il rinvio del voto sul regolamento sul Ripristino Natura, su cui si è discusso in Consiglio Ambiente Ue, per la mancanza di una maggioranza favorevole dopo che contro la proposta di regolamento si è costituito un fronte di Paesi, guidato proprio dall’Italia e comprendente Olanda, Svezia, Polonia, Finlandia, Belgio, Austria e Ungheria. La prova che si tratta di una legge senza logica che, tra le altre cose, diminuisce la produzione agricola e aumenta la burocrazia a carico delle imprese, mettendo in contrapposizione la natura e l’agricoltore, che in realtà è il primo e vero custode dell’ambiente”.

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