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WINE & FOOD

Fiere internazionali: incognite dal picco dei contagi Covid e dal via libera ai vaccini “stranieri”

A rischio i calendari delle fiere (comprese quelle wine & food) se pandemia e normativa non consentiranno l’arrivo e l’afflusso degli operatori esteri
AEFI, CONTAGI, COVID, FIERE, GOVERNO, VACCINI, WINE & FOOD, Italia
“Vinitaly Preview”: degustazione in giugno 2021

Mentre il Governo francese, ieri, con il portavoce Gabriel Attal, sostiene che “ci sono motivi per essere ottimisti” sul fronte della pandemia, e Vinexpo Wine Paris va avanti dritta per la sua strada, con la fiera confermata in calendario dal 14 al 16 febbraio, ed in Germania è attesa la comunicazione ufficiale del rinvio della Prowein, non più il 27-29 marzo ma a maggio 2022, mentre in Spagna, la “Barcelona Wine Week”, fiera di riferimento per il vino spagnolo, con 600 espositori, dal 7-9 febbraio è stata spostata al 4-6 aprile 2022, in Italia, a decidere se e quanto il calendario delle grandi fiere internazionali, comprese quelle del wine & food, cambierà ulteriormente, saranno essenzialmente due aspetti: uno di carattere sanitario, ed uno normativo. Perchè se, come ritengono in molti, il picco dei contagi sarà concentrato nelle ultime settimane di gennaio, o al massimo nella prima di febbraio, gli eventi in programma dalla metà del mese in poi, potrebbero essere salvi. A patto che, e questo è il nodo normativo, forse ancor più importante, il Governo riconosca la validità dei vaccini “stranieri”, ovvero anche quelli non approvati dall’Agenzia Europea del Farmaco (Ema). Richiesta, questa, arrivata direttamente al Governo da Aefi (Associazione Esposizioni e Fiere Italiane), Maurizio Danese, secondo il quale “serve l’attivazione urgente di nuovi corridoi per consentire anche ad operatori internazionali vaccinati non Ema (Agenzia Europea del Farmaco) di partecipare alle fiere in Italia. Se il Governo ha deciso - come giusto - di non chiudere le manifestazioni fieristiche, allo stesso tempo deve stabilire regole chiare per consentire l’accesso a tutti gli operatori della domanda, anche quelli i cui vaccini non sono riconosciuti dall’Ema. Con le attuali regole rischiamo la cancellazione di tutti i grandi eventi internazionali, con danni enormi nei confronti dei player fieristici e soprattutto delle imprese del made in Italy”.
Il motivo è ovvio: per certe fiere legate a filiere che hanno una grande parte del loro mercato all’estero, la presenza degli operatori stranieri è vitale. E se questa non può essere adeguatamente garantita, gli eventi stessi perdono ingressi, indotto e appeal che, facilmente, può portare ad un calo degli espositori. Con la conseguenza che i conti, già messi a dura prova da un 2021 praticamente azzerato, e con ristori importanti ma insufficienti a coprire le perdite, non tornerebbero. “Importanti rassegne - ha aggiunto Danese - sono momentaneamente costrette a rinunciare alla presenza di molti operatori provenienti in particolare da Cina, Russia, Corea, Giappone, Medio Oriente e tanti altri mercati considerati emergenti per il nostro made in Italy; un danno per il business dell’offerta italiana che chiediamo venga risolto il prima possibile. Quasi tutte le fiere internazionali del primo bimestre di quest’anno hanno già dovuto rinviare a primavera, ma - ha concluso il presidente Aefi - rischiano di saltare definitivamente se non si troverà una soluzione a questo gap normativo che ha pesato non poco nella scelta dei top player di posticipare le grandi rassegne”.
Come ha fatto nelle ultime ore, per esempio, una fiera italiana tra le più internazionali per vocazione, il Salone del Mobile di Milano, inizialmente previsto ad inizio aprile, e riprogrammato in estate 2022: “al fine di organizzare una sessantesima edizione che rispecchi in pieno il valore della manifestazione, il Cda di Federlegno Arredo Eventi, in accordo con Fiera Milano, ha deliberato lo spostamento della rassegna che avrà luogo dal 7 al 12 giugno 2022”, si legge in una nota del Salone del Mobile. “La data di giugno favorirà, inoltre, una forte presenza di espositori e operatori stranieri, da sempre punto di forza del Salone, e garantirà alle aziende partecipanti i tempi giusti per progettare al meglio la propria presenza in fiera che, come sappiamo, richiede mesi di preparazione, dall’ideazione all’allestimento finale”, ha aggiunto Maria Porro, presidente del Salone del Mobile di Milano.
Un campanello di allarme che suona forte al via della stagione delle grandi fiere italiane del wine & food di respiro internazionale, pur in un calendario che via via si ridefinisce in base alla pandemia, ma che per ora prevede solo spostamenti di date e non cancellazioni, come, invece, è successo nel 2020 ed in parte nel 2021; comunque, si naviga “a vista”: Vinitaly è, per adesso, confermato a Verona dal 10 al 13 aprile, in una primavera inoltrata che sembra mettere al riparo da spostamenti la più importante fiera del vino italiano ed internazionale; il Cibus è prevista a Parma dal 3 al 6 maggio, il Macfrut è in calendario a Rimini dal 4 al 6 maggio, mentre Marca, a Bologna, prevista in gennaio, è stata riprogrammata per il 12-13 aprile, per citarne alcune delle più importanti. Ricordando anche il debutto di Slow Wine Fair, in calendario a BolognaFiere dal 26 febbraio al 1 marzo, ma che, dalle indiscrezioni, potrebbe slittare nelle date che saranno lasciate “vuote” dalla Prowein, ovvero dal 27 al 29 marzo.
Prima, in mezzo e dopo alle grandi fiere internazionali ed italiane, poi, vanno considerate le diverse “Anteprime” delle denominazioni più importanti, il cui successo, anche in questo caso, è determinato in buona parte dalla presenza della stampa internazionale. Ad oggi, come, noto, le “Anteprime di Toscana”, con la regia della Regione Toscana, di Avito e dei singoli Consorzi andranno in scena non più ad aprile, ma a marzo, dal 19 al 25, tra Firenze ed i territori; scorrendo il calendario, nei Campi Flegrei, dal 29 marzo al 1 aprile, è di scena “Campania Stories”; “Grandi Langhe”, del Consorzio del Barolo e del Barbaresco, insieme a quello del Roero, sarà, invece, ad aprile, il 4 ed il 5, a Torino. Poi, probabilmente tra fine aprile/inizio maggio (ma le date sono ancora da definire), toccherà a Sicilia en primeur by Assovini, mentre dal 22 al 24 maggio sarà la volta di “Vini ad Arte 2022”, l’evento firmato da Consorzio dei Vini di Romagna, in varie location del territorio e nel Museo delle Ceramiche di Faenza, ed il 25-26 maggio sarà la volta della appena confermata Anteprima Sagrantino, a Montefalco, firmata dal Consorzio di tutela dei Vini di Montefalco. A giugno, in date ancora da stabilire, sarà di scena “Anteprima Amarone”, evento del Consorzio dei Vini della Valpolicella, mentre dal 7 al 10 giugno è in programma l’“Abruzzo Wine Experience”, kermesse fissata dal Consorzio della Tutela Vini d’Abruzzo tra degustazioni, masterclass, tavole rotonde e tour destinati a media ed operatori italiani ed internazionali. Il tutto, ovviamente, salvo cambiamenti che, vista la mutevolezza del quadro pandemico e normativo, sono costantemente all’ordine del giorno.

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