02-Planeta_manchette_175x100
Allegrini 2018

“France Landscape 2017” by Wine Intelligence: viaggio nella Francia del vino, dove i consumi calano ma sono ancora da record (61 litri pro capite), e la voglia di novità, dal bag-in-box al rosé, passando per il tappo a vite, è la chiave per il futuro

Italia
Un bistrot in Francia, tipo di locale storico e di riferimento anche per il consumo di vino

Il mercato del vino francese è spesso visto ed analizzato attraverso due punti di vista complementari: da una parte si tratta di uno dei principali produttori del mondo, dall’altra è il Paese che, negli ultimi anni, ha vissuto il declino maggiore del consumo domestico, che segna un calo medio del 2% anno dopo anno. Partendo però, come ricorda l’ultimo report di Wine Intelligence dedicato all’Esagono, “France Landscape 2017” (www.wineintelligence.com), da vette inimmaginabili per qualsiasi altro mercato, tanto che nel 2016 38 milioni di consumatori francesi hanno bevuto qualcosa come 3,1 miliardi di bottiglie di vino, per una media di 61 litri a testa.
Ma se l’aspetto produttivo è minuziosamente raccontato da caterve di dati su quantità, esportazioni, e trend strutturali del consumo domestico, canali di vendita, assai meno si sa sui modi in cui i wine lovers francesi approcciano il vino, sul valore che i francesi danno al nettare di Bacco, su quanto ne sanno in realtà, su quali siano le occasioni di consumo preferite, su come scelgono una bottiglia, su quanto spendono mediamente, sulle reali potenzialità delle vendite online.

Tutti aspetti trattati dal report, dal quale emerge come il mercato francese sia tutt’altro che statico, anzi, è in continuo mutamento, come raccontano, ad esempio, il boom del bag-in-box e del rosé. La parola d’ordine, però, è la curiosità, per vini mai assaggiati prima e varietà meno conosciute: se nel 2014 il 47% dei wine lovers dichiarava di voler assaggiare regolarmente nuovi vini, nel 2017 la percentuale è salita al 55%, e di conseguenza il numero di consumatori che scelgono i vini che conoscono meglio scende dal 40% al 31%. Un’apertura alla novità tutt’altro che scontata in un Paese tendenzialmente tradizionalista, che ormai inizia ad accettare di buon grado persino il tanto vituperato tappo a vite ...

Copyright © 2000/2018


Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt


Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2018

Altri articoli