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Francia, prodotti fitosanitari sul banco degli imputati. Il Tribunale delle Grandi Istanze di Parigi accoglie la denuncia di Valérie Murat, che ha perso il padre vigneron per un cancro ai polmoni dopo 42 anni di esposizione all’arsenito di sodio

L’utilizzo dei prodotti fitosanitari, in agricoltura, è da sempre argomento sensibile e delicato, capace negli ultimi anni di dividere anche il mondo della viticoltura. In attesa di evidenze scientifiche sugli eventuali danni all’ambiente e alla salute, connessi all’utilizzo di determinate sostanza, dalla Francia arriva un precedente che sta facendo discutere molto l’opinione pubblica, e che potrebbe rappresentare una vera e propria pietra miliare. La divisione di Salute Pubblica del Tribunale delle Grandi Istanze di Parigi, infatti, ha deciso di dare seguito alla denuncia presentata ad aprile da Valérie Murat, ed aprire così la prima inchiesta francese per omicidio colposo causato dall’esposizione prolungata a prodotti fitofarmaceutici. L’accusato è l’arsenito di sodio (il nome dell’azienda non è stato reso pubblico), che avrebbe provocato la morte del vigneron di Entre-deux-Mers James Murat, avvenuta nel 2012, dopo 42 anni di lavoro in vigna, a causa di un cancro polmonare.
“È un segnale forte - commenta Valérie Murat, figlia del vigneron - quello inviato dalla Procura, che riconosce la serietà del nostro dossier. E una buona notizia per il primo passo di un processo che si prospetta lungo”. Dopo l’indagine preliminare, Valérie Murat adesso vuole l’apertura di un’inchiesta giudiziaria, con l’obiettivo di “dimostrare la responsabilità di persone fisiche dietro all’esposizione di mio padre ad un veleno di cui è stata deliberatamente oscurata la pericolosità”.
L’indice, ovviamente, è puntato contro le imprese fitosanitarie e le agenzie statali coinvolte nell’approvazione e commercializzazione dell’arsenito di sodio (approvazione ritirata solo nel novembre 2001 in Francia). “Gli agricoltori non possono più dire di non sapere che i pesticidi sono pericolosi. Ora dobbiamo rompere l’omertà: sappiate che non siete soli e che avete dei diritti”, esclama Valérie Murat, che auspica una rivoluzione in tutta la filiera nelle pratiche di protezione del vigneto.

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