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MERCATI INTERNAZIONALI

Giappone, l’accordo commerciale con la Ue rilancia l’export del vino italiano

Nei primi tre mesi 2019 spedizioni a +3,4%. E la Valpolicella fa rotta su Tokyo, il 6 giugno, con due masterclass
GIAPPONE, UE, VALPOLICELLA, vino, Italia
Giappone, torna a correre il mercato del vino

L’accordo commerciale tra Unione Europea e Giappone, entrato in vigore a febbraio, inizia a dare i suoi frutti, e a goderne è anche il vino tricolore che, come emerge dai dati delle dogane giapponesi, analizzati da Nomisma - Wine Monitor, hanno messo a segno una crescita tendenziale in valore nel primo trimestre del 3,4%. L’Italia, così, diventa il secondo fornitore di vino in Giappone dietro alla Francia, che anche grazie allo Champagne domina il trimestre con un +12,3% a valore e una quota di mercato monstre (55%). Bene anche gli indicatori legati al prezzo medio del prodotto italiano, in discreta crescita, a 4,12 euro al litro. Tra gli altri Paesi perdono tutti i principali competitor extra Ue (Cile, Usa e Australia), mentre risale prepotentemente la Spagna (+20%), anch’essa beneficiata da un partenariato che sul vino prevede l’azzeramento progressivo di dazi, una voce che sino a qualche mese fa pesava per circa il 15%.
A puntare forte sul Giappone, che si riscopre mercato attraente, specie a fronte della frenata della Cina, sono i vini della Valpolicella, protagonisti a Tokyo il 6 giugno con due masterclass che metteranno al centro i vini di 12 aziende del territorio, condotte dal “Valpolicella Wine Specialist”, Irving So. “Il Giappone è da tempo uno dei mercati strategici più interessanti per il nostro territorio - spiega il direttore del Consorzio Valpolicella, Olga Bussinello - e lo è ancora di più oggi, con un accordo bilaterale destinato a incrementare le nostre quote di mercato nel Paese culturalmente più maturo in campo enoico dell’Asia Orientale. I primi effetti, secondo quanto rilevato, indicano il sorpasso dell’Italia sul Cile, che perde quasi il 25% delle proprie vendite, e un aumento dei vini fermi imbottigliati made in Italy del 7%, a fronte di una domanda complessiva sul segmento a -4%. Segnali positivi questi - ha concluso Bussinello - che fanno ben sperare in un ulteriore salto di qualità dei rossi Dop del Veneto, per il 70% rappresentati dalla Valpolicella, che hanno chiuso il 2018 a +14,5%”.

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