Una ricorrenza dedicata alla promozione della creatività e dell’eccellenza italiana da celebrare nel giorno dell’anniversario della nascita di Leonardo da Vinci, uno dei più grandi geni della storia, che risale al 15 aprile 1452. È la “Giornata Nazionale del Made in Italy” e, per l’occasione, il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha incontrato, nella sede dell’Unione Parmense degli Industriali (Upi) a Parma, i rappresentanti dell’industria agroalimentare italiana, uno dei settori che più esalta il “savoir-faire” del Belpaese ammirato nel mondo. Ma che vive giorni di apprensione, come altri comparti, per gli sviluppi internazionali. In cima alle preoccupazioni dell’industria agroalimentare italiana c’è l’introduzione dei dazi americani (per ora un’ipotesi in attesa dell’annuncio di Trump, questa sera ore 22, ndr) e il loro impatto sul commercio mondiale, lo sviluppo dell’export, la promozione del made in Italy, la competitività dell’industria e la crescente rilevanza del green & tech, ovvero l’importanza della transizione tecnologica dell’agroalimentare per un’industria più sostenibile e innovativa.
Per il Ministro Urso, “l’incontro di oggi è particolarmente significativo in vista della Giornata Nazionale del Made in Italy, che abbiamo istituito per celebrare il genio italiano. Identità e innovazione sono i due asset strategici a cui aggiungo internazionalizzazione. Alle tradizionali caratteristiche del nostro prodotto, bello, buono e ben fatto, va aggiunta anche la sostenibilità per affrontare al meglio le numerose sfide sul piano globale. L’agroalimentare è un settore trainante, che ci ha fatto diventare grandi nel mondo. Oggi siamo il quarto Paese esportatore, proprio grazie all’alimentazione e anche alla farmaceutica. Siamo un grande attore e possiamo esserlo sempre più nel futuro. Nel 2024 i nostri lavoratori hanno recuperato il potere d’acquisto sia perché l’inflazione è diminuita, sia perché si sono firmati numerosi contratti collettivi nazionali. È stato un anno di svolta in cui è cresciuta anche la produttività e gli investimenti esteri nel nostro Paese. Inoltre, abbiamo insediato il tavolo sull’agroindustria nell’ottica di favorire una visione di sistema indispensabile per il rilancio e la tutela del comparto”. Il Ministro Urso ha anche aggiunto che “il Governo è in prima fila per contrastare il Nutriscore, uno strumento che danneggia le eccellenze made in Italy. Dobbiamo capire che dopo la guerra fredda e la piena globalizzazione siamo in una nuova fase. Oggi occorre affrontare la realtà in considerazione anche dei dazi. Si tratta di una materia che rientra nella competenza europea, pertanto, chiederemo cautela nel reagire ai dazi con altri dazi per evitare un impatto negativo che colpirebbe fortemente un Paese come il nostro. Ragioniamo con responsabilità per utilizzare misure più efficaci nel convincere gli Stati Uniti a cambiare o ridurre le minacce daziarie. È opportuno accelerare la stipulazione di accordi bilaterali di libero scambio per accompagnare le nostre imprese in nuovi mercati in crescita nell’area indopacifica, puntando anche all’Africa e all’America Latina. Vanno, infine, previste misure compensative per i settori più esposti, e, soprattutto, bisogna puntare su una nuova politica industriale che tuteli il mercato interno”. Secondo Paolo Mascarino, presidente Federalimentare, “il made in Italy identifica l’italianità nel mondo, è uno dei migliori ambasciatori all’estero per qualità, sicurezza e sostenibilità dei prodotti com’è dimostrato dai dati dell’export, che nell’ultimo anno è cresciuto dell’8,6%. Tuttavia, le fibrillazioni che arrivano da Occidente e da Oriente ci spingono a riflettere su quali strategie dovremo adottare per restare competitivi e per continuare a incidere positivamente sul Pil nazionale. Come industria abbiamo bisogno di certezze per poter programmare gli investimenti, e di politiche nazionali e comunitarie che ci proteggano. In questo scenario, l’eventuale applicazione dei dazi americani al nostro export ci preoccupa. Ulteriore elemento che ci preoccupa è la Sugar Tax. Per noi è fondamentale che l’introduzione della tassa venga prorogata almeno di un anno ma auspichiamo che nel corso della legislatura, e nelle future Leggi di Bilancio, si possano trovare le coperture finanziarie strutturali per eliminarla definitivamente”.
Il presidente Confindustria Emilia-Romagna, Annalisa Sassi, ha affermato come “il settore agroalimentare rappresenta uno degli elementi portanti del made in Italy ed è asset fondamentale della competitività dell’industria italiana nel mondo. Il commercio estero gioca un ruolo centrale: occorre una politica industriale che utilizzi in modo sinergico tutti gli strumenti per mettere le imprese nelle migliori condizioni di continuare a investire ed esportare, dagli accordi commerciali alla promozione sino alle infrastrutture strategiche. Il momento è complesso e richiede grande capacità di adattamento. Dobbiamo fare tutto il possibile per rilanciare l’eccellenza del settore a livello internazionale, anche individuando nuove opportunità e mercati grazie allo spirito di collaborazione e creatività che ci contraddistingue. Per questo guardiamo con attesa positiva alla definizione di una visione e di una strategia di sviluppo per l’industria italiana nel mondo”. Per Gabriele Buia, presidente Unione Parmense degli Industriali, “con oltre 1.000 imprese e 15.000 dipendenti, un fatturato di 9,2 miliardi di euro e un valore delle esportazioni pari al 5% del totale nazionale, il comparto alimentare parmense rappresenta un unicum nel panorama italiano per qualità, diversificazione e apprezzamento dei suoi tanti prodotti sulle tavole di tutto il mondo. Un immenso patrimonio che contribuisce alla riconoscibilità internazionale del Made in Italy e che anche per questo va valorizzato”. All’incontro, nella sede dell’Unione Parmense degli Industriali (Upi) a Parma, hanno preso parte, tra gli altri, Michele de Pascale, presidente della Regione Emilia-Romagna; Michele Guerra, sindaco di Parma; Paolo Barilla, presidente Unione Italiana Food; Lorenzo Beretta, presidente Assica; Riccardo Cassetta, vicepresidente Federalimentare, past president Assitol; Francesco Mutti, presidente Centromarca, vicepresidente vicario Anicav e Paolo Zanetti, presidente Assolatte.
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