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LOCALI STORICI D’ITALIA

Guida ai Locali Storici d’Italia 2019, l’edizione n. 43 è tutta dedicata al “gusto italiano”

Svelati oggi a Milano i 215 locali che hanno fatto la storia d’Italia, dal primo aperitivo al gelato da passeggio. Primato di citazioni al Veneto
LOCALI STORICI D'ITALIA, Non Solo Vino
Svelati oggi a Milano i 215 Locali Storici nella Guida 2019, la n. 43

Hanno inventato l’aperitivo, il primo gelato da passeggio e il primo disco: locali antichi e tradizionali, datati ma senza crisi d’età, i “Locali storici d’Italia” si riuniscono ancora nella Guida, arrivata all’edizione n. 43, svelata oggi a Milano. Fil rouge 2019 è il “gusto italiano”, con un itinerario da Nord a Sud dello Stivale tra i più longevi santuari del palato tricolore. I 215 Locali storici d’Italia in guida, da quest’anno disponibile anche in app, rappresentano i più antichi e prestigiosi alberghi, ristoranti, pasticcerie, confetterie, caffè letterari e fiaschetterie protagonisti della storia d’Italia, sedi di eventi importanti o ospiti di personaggi illustri. Con almeno 70 anni di esercizio, i Locali devono avere ambienti e arredi originali (o comunque che testimonino le origini del locale), ma anche presentare cimeli, ricordi e documentazione storica sugli avvenimenti e sulle frequentazioni illustri. Primato, conquistato dal Veneto, con 35 locali recensiti, seguito da Lombardia, con 32 locali in guida, Toscana, con 28, e poi Piemonte (22), Liguria (21) e Campania (20). Tra le province, si distingue Venezia, al comando con 19 referenze; medaglia d’argento per Genova, con 17 locali storici, mentre Torino e Napoli (entrambe a 15) si dividono il gradino più basso del podio, subito prima di Milano e Firenze (14).

Locali che hanno fatto la storia, o che comunque alla storia hanno assistito (e magari contribuito), nel segno della tradizione ma con sempre un occhio verso l’innovazione, che per sopravvivere non guasta, al di là di punteggi e citazioni nelle grandi ed autorevoli guide gastronomiche. Anche se, di locali che brillano sotto le stelle Michelin ce ne sono, come “Le Petit Bellevue” del Bellevue Hotel di Cogne (Aosta), guidato dallo chef Fabio Iacovone, una stella, e il “Ristorante Carignano” del Grand Hotel Sitea di Torino con lo chef Fabrizio Tesse e Marco Migliol, ancora una stella. Non mancano nemmeno le prime volte, come quella dell’aperitivo, un rito inventato al Caffè Camparino in Galleria Vittorio Emanuele a Milano all’inizio del Novecento, o del discusso gelato da passeggio, novità scandalosa lanciata negli Anni Trenta dal Caffè Fiorio di Torino e destinata a diventare una consumazione d’abitudine nelle generazioni a seguire. Negli stessi anni, fu invece il genio combinato di Gabriele D’Annunzio e Antonio Gioco, patron del Ristorante 12 Apostoli di Verona, ad avviare l’impiattamento sulla via senza ritorno dell’estetica, a partire dagli accostamenti di colore tra cibo e stoviglie. Pionieri in cucina, ma non solo: al Caffè Paszkowski di Firenze, negli Anni Venti del Novecento, tenne il primo caffè-concerto un’orchestra tutta al femminile, sfidando il fascismo a suon di foxtrot, e fu nella camera 306 del Grand Hotel et de Milan di Milano che il tenore Enrico Caruso e il maestro Gaetano Donizetti al pianoforte registrarono con Frederick Gaisberg “Una furtiva lacrima”, il primo disco piatto della storia.

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