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DATI

I bilanci 2020/2021 dei big del vino italiano: fatturati in crescita ad una media del +12%

Spicca il dato di Piccini, che segna il +40%, a quota 100 milioni di euro. La risposta alla pandemia arriva da e-commerce, Gdo e mercati esteri
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I bilanci 2020/2021 dei big del vino italiano

Prima di pensare alle sfide che si troverà ad affrontare nel 2022, atteso da tutti come l’anno della ripresa economica globale, destinata però a passare per una strettoia irta di problematiche, di natura economica e politica, il vino italiano tira le somme di 12 mesi (che vanno da luglio 2020 a luglio 2021) decisamente complessi, superati di slancio. E non è solo una questione di impressioni e speranze: sono i numeri dei bilanci di alcuni dei gruppi - cooperativi e non, da Cantina di Soave a Cantine Riunite & Civ, da Cantina di Verona a Terre Cevico, da Terre d’Oltrepò a Cantine Tollo, da Cantina Valpolicella a Piccini, da Mezzacorona a Cavit e Caviro - più importanti e rappresentativi del Belpaese (che insieme valgono 1,7 miliardi di euro di fatturato) a certificare l’ottimo stato di salute del settore, che segna una crescita dei fatturati superiore, in media, al 12%.
L’emergenza sanitaria, che pure ha ridotto, nel periodo in questione, i consumi fuori casa, ha spinto le aziende a cercare nuovi canali - dall’e-commerce alla Gdo - e consolidare la presenza dei propri prodotti sui mercati internazionali, dove l’impatto della pandemia è stato spesso meno acuto di quanto visto in Italia, specie nella prima fase. Abbondantemente sopra la media il bilancio 2021 di Piccini 1882 - che in Toscana è proprietaria di Fattoria di Valiano (Chianti Classico), Tenuta Moraia (Maremma), Villa al Cortile (Montalcino) e Geografico (Gaiole in Chianti e San Gimignano), cui si sono aggiunte Torre Mora sull’Etna, e Regio Cantina nell’Aglianico del Vulture, per un totale di 200 ettari vitati - che con un balzo del +40% ha raggiunto i 100 milioni di euro di fatturato, il 32% in Italia e il 68% sui mercati esteri. Crescono anche i fatturati, grazie al traino del settore estero, che ha segnato un +50%, seguito dal canale e-commerce. Risultati frutto di una strategia virtuosa, che poggia su due aspetti: lo sviluppo della responsabilità sociale e la diversificazione dei canali di vendita.
Bene anche Cantine Riunite - cooperativa fatta da 1.500 soci e 4.000 ettari vitati -, che ha approvato il bilancio dell’esercizio chiuso al 31 luglio con un fatturato di 237 milioni di euro, in crescita di oltre il 5% rispetto all’esercizio precedente, confermando la leadership nei vini frizzanti come il Lambrusco e il Pignoletto, ma anche il Prosecco. Il patrimonio netto raggiunge i 187,4 milioni, e una valore della produzione a oltre 21,5 milioni di euro. Sul fronte dell’export, la crescita è invece del 12%, grazie sopratutto a Centro e Sud America, Regno Unito, Russia e resto d’Europa.
Il bilancio 2020/2021 di Cantine di Verona, il primo dopo l’incorporazione di Cantina Valpantena e Cantina di Custoza, tocca i 66 milioni di euro, con una crescita del 5% sull’esercizio precedente, e un utile netto di 409.668 euro, mentre il patrimonio netto ammonta a 29,6 milioni di euro (+15%), le liquidazioni dei soci aumentate del 10% ed i fatturati dei nove punti vendita del gruppo raggiungono i 7,7 milioni di euro (+8%).
L’esercizio 2020/21 di Terre Cevico, guidata dal presidente Marco Nannetti, presenta un fatturato aggregato del gruppo che arriva a 164,3 milioni di euro registrando un +3,22% sull’esercizio precedente, mentre l’export mantiene la quota di 52 milioni di euro ed incide per il 38% sui ricavi consolidati, confermando la propensione ai mercati internazionali. Il patrimonio netto cresce a 73,9 milioni di euro (+2,6%), e il plusvalore riconosciuto ai soci, ammonta a 6,4 milioni di euro (+12,9%). Terre Cevico, inoltre, ha svelato la nuova partnership con Orion Wines - azienda trentina con proprietà anche in Puglia - per produzioni orientate ai temi del biologico e della viticoltura sostenibile e la commercializzazione nel mondo, e l’acquisizione di un’ulteriore quota delle Cantine Montresor, in Valpolicella, che passa così al 75% sotto il controllo di Terre Cevico.
Il fatturato di Terre d’Oltrepò si attesta a quota 35 milioni di euro, in crescita del 12,9% sull’esercizio precedente. Un dato positivo, cui va aggiunta la buona struttura patrimoniale e finanziaria visto il rapporto fra patrimonio netto, fatturato e debiti. Il Gruppo Cantina di Soave chiude il bilancio 2020/2021 con un fatturato consolidato di 133 milioni di euro, per il 57% dal mercato domestico e per il 43% da quello estero, in crescita del 10%, grazie anche ad un aumento del 19% dei volumi venduti. I 2.000 soci viticoltori quest’anno hanno visto la liquidazione delle uve salire a 53,2 milioni di euro con una redditività media per ettaro di 8.500 euro. Cresce anche il patrimonio netto, che supera i 72 milioni di euro, a fronte di un cash flow operativo di 8,2 milioni di euro e un utile di esercizio di oltre 530.000 euro, e la liquidazione destinata alla remunerazione delle uve conferite dai soci viticoltori ammonta a 53,2 milioni di euro.
Segna un nuovo record il bilancio 2020/2021 di Cantina Valpolicella Negrar, con un fatturato consolidato di 43,2 milioni di euro e una crescita del +14%, proprio grazie a nuovi mercati, Gdo e vendite on-line. Cantina Valpolicella Negrar si conferma anche il primo produttore di vini bio per estensione di vigneti in Valpolicella: nel 2021 il vigneto bio è arrivato a cica 150 tra ettari certificati e in conversione, su un totale di oltre 700. Da sottolineare l’investimento a San Pietro in Cariano, uno stabilimento di 5.000 metri quadrati per la messa a riposo di uve per l’Amarone e il Recioto.  E ancora, Collis, altra cooperativa veneta, insieme alla controllata Cantine Riondo, che si occupa dell'imbottigliamento e della commercializzazione del vino prodotto dai soci, ha chiuso l’esercizio sociale 2020/2021 con un bilancio consolidato di 124 milioni di euro, con un margine operativo lordo di 8,5 milioni di euro ed un utile netto di 2,8 milioni di euro.
In Abruzzo, il fatturato di Cantina Tollo è pari a 41,9 milioni di euro (+12%), con un dato particolarmente significativo che arriva dalla grande distribuzione nel mercato estero, che segna un aumento pari al 26,8%, mentre la Gdo italiana registra un +4,15%. Sul territorio - sottolinea la cooperativa teatina - sono stati redistribuiti 22,5 milioni tra valore del conferimento dei soci, retribuzioni e indotto delle aziende locali.
Tra i big che hanno presentato il bilancio 2020/2021 a fine anno, c’è Mezzacorona, che ha raggiunto il record storico del suo fatturato consolidato, a 196,5 milioni di euro (+1,5% sul 2020), con un utile netto di 3,2 milioni di euro (+32,5% sul 2020), un valore di conferimento di oltre 67,5 milioni di euro liquidati ai soci, con una resa economica ad ettaro molto elevate, sui 18.799 euro di media. Risultati decisamente importanti, accompagnati da una crescita del patrimonio consolidato passato da 101 a 104,2 milioni di euro, dato che evidenzia la grande solidità patrimoniale e finanziaria del Gruppo che, alla chiusura del bilancio al 1 luglio 2021, contava su 487 collaboratori.
Caviro, secondo gruppo del vino italiano per fatturato, e primo per dimensioni (36.300 ettari di vigneti curati da 12.400 soci, in 7 Regioni d’Italia), ha invece chiuso il bilancio d’esercizio 2021 (al 31 agosto) con un fatturato consolidato di 390 milioni di euro, in aumento dell’8% sul 2020. La crescita del gruppo vitivinicolo romagnolo, spiega una nota, è stata sostenuta da ottimi risultati dell’export (+17%), di cui vino +6% e B2b +75% e, in particolare, dalle performance straordinarie della società Caviro Extra.
Infine, Cavit, una delle più importanti realtà del vino italiano, consorzio di secondo grado che raggruppa 11 cantine sociali cooperative (Roveré della Luna, Cantina Rotaliana, Cantina di La-Vis e Valle di Cembra, Toblino, Cantina Sociale di Trento, Cantina di Aldeno, Vivallis, Agraria di Riva del Garda, Cantina d’Isera, Cantina Sociale Mori - Colli Zugna e Cantina Sociale di Avio) e controlla quattro società diverse come la Cesarini Sforza, griffe della spumantistica Trentodoc, Casa Girelli, specializzata nelle private label (entrambe al 100%), la commerciale Glv (all’80%) e la cantina tedesca Kessler Sekt & Co, il più antico produttori di sparkling wine in Germania (al 50,1%), galassia che si riassume in un bilancio consolidato di gruppo 2020/2021 in forte crescita, a 271 milioni di euro (+29%), ottenuto sia per crescita organica che per il consolidamento a 12 mesi delle società di recente acquisizione. Un risultato importante e significativo, dunque, per una realtà che mettere insieme 5.250 viticoltori e rappresenta il 60% dell’area vitata complessiva del Trentino.

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