02-Planeta_manchette_175x100
Allegrini 2018
SONDAGGIO KLAUS DAVI

I formaggi italiani? Per i turisti stranieri sono buoni, ma troppo grassi

La disinformazione regna sovrana, tra le preoccupazioni la vicinanza con la “Terra dei Fuochi”. Il Parmigiano Reggiano il più amato
FORMAAGGIO, KLAUS DAVI, STRANIERI, Non Solo Vino
I turisti stranieri ed i formaggi italiani

Amano la cucina italiana, ma credono che i nostri formaggi siano “grassi”, addirittura più grassi di quelli prodotti nei rispettivi Paesi: ne sono convinti i turisti stranieri che in questi giorni affollano le località turistiche del Belpaese, come racconta l’indagine dell’agenzia di comunicazione Klaus Davi & Co., svolta su turisti provenienti da Germania, Francia, Inghilterra, Benelux, Svezia, Giappone e Usa, che giudicano i formaggi italiani “buoni” ma “ipercalorici” nel 51% dei casi. Un giudizio particolarmente radicato tra i turisti svedesi (53%), giapponesi (45%) e perfino tra i vicini svizzeri (52%). “Ci sono pregiudizi diffusi dalla cattiva informazione e dalla concorrenza dei prodotti esteri che dovrebbero preoccupare i consorzi e le autorità competenti. Per questo sarebbe opportuno approfittare della venuta di milioni di turisti in Italia per far capire loro che certe notizie non sono corrette”, commenta Klaus Davi, che in collaborazione con Filippo Gallinella, presidente Commissione Agricoltura alla Camera dei Deputati, ha dato vita al movimento “Io sto con il Made in Italy”.
Cosa piace invece ai turisti stranieri dei nostri formaggi? Gusto raffinato (34%), varietà offerta (45%), qualità della produzione (55%), adattabilità in vari contesti e con vari piatti (54%), peculiarità organolettiche e nutrizionali che ne fanno, per alcuni, ottimi alimenti anche per i bambini in periodo di svezzamento (29%). Un consumatore estero su tre teme addirittura di essere allergico ai formaggi italiani, ed in alcuni casi, come quello della mozzarella, gli intervistati temono siano “inquinati”, a loro avviso, dalla vicinanza con la “Terra dei fuochi”, mentre alcuni lamentano l’uso scarso della lingua inglese nelle etichette (18%). Un turista su due, infine, ignora che quasi sempre la produzione viene disciplinata secondo precise disposizioni legislative con osservanza degli usi locali.
I formaggi più apprezzati sono il Parmigiano Reggiano (53%), considerato il re dei formaggi, che “vanta” innumerevoli, troppi tentativi di imitazione, il Grana Padano (49%), anch’esso amatissimo dagli stranieri e usatissimo per insaporire la pasta, la mozzarella (42%), in tutte le sue accezioni, compresa naturalmente quella di bufala, che tutti ci invidiano, il pecorino (34%), il classico pecorino romano, in particolare quello prodotto in Sardegna, sempre ricercatissimo dai turisti in vacanza nell’isola, ed il Gorgonzola (26%), un altro grande classico del made in Italy, dal sapore inconfondibile che tanto piace anche all’estero.
Solo un turista su dieci, inoltre, conosce fino in fondo le caratteristiche positive dell’uso dei formaggi che, come ricorda lo studio, sono ricchi di calcio, fondamentale per le ossa ed i denti e raccomandato per lo sviluppo dei bambini, contengono fosforo che è associato all’85% al calcio nelle ossa e nei denti e partecipa alla crescita e alla rigenerazione dei tessuti, contengono le vitamine B12 e B2, fondamentali per il corpo, contribuiscono alla produzione dei globuli rossi nel sangue e intervengono nel funzionamento del sistema nervoso, mentre la vitamina A mantiene la pelle in ottima salute e la protegge da infezioni. Inoltre, secondo un recente studio della Texas A & M University (aprile 2017) mangiare formaggio potrebbe contrastare lo sviluppo del cancro al fegato e in generale migliorare la salute del fegato, mentre uno studio del 2010 dell’Università di Turku, in Finlandia, ha scoperto che mangiare un pezzo di formaggio al giorno potrebbe rafforzare il sistema immunitario nelle persone anziane.

Copyright © 2000/2019


Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit


Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2019

Altri articoli