In un mondo dove i vini dealcolati stanno crescendo sempre di più, a livello di appeal e di consumi, pur rimanendo ancora una nicchia di mercato, anche i grandi player di mercato si stanno adeguando ai cambiamenti e alle tendenze in corso (Italia compresa, dopo la firma del decreto interministeriale che ne sblocca la produzione anche nel nostro Paese, ndr). Recentemente Castel-Vins, uno dei principali attori del settore vinicolo, leader oltralpe e n. 3 al mondo, fondato da Pierre Castel a Bordeaux nel 1949, ha annunciato l’investimento da 10 milioni di euro in un processo di dealcolazione di alta gamma, un impianto nella sede di La Chapelle-Heulin, nella Loira Atlantica, in Francia, e che ha una capacità di diversi milioni di bottiglie all’anno.
Il team di Ricerca e Sviluppo di Castel-Vins ha definito uno standard qualitativo specifico per i suoi vini analcolici, e tra i punti chiave c’è anche la scelta di un processo di dealcolazione delicato che si fonda sulle basse temperature (da 30 a 40 gradi centigradi) per poche decine di secondi e che permette un’estrazione delicata dell’etanolo.
Castel Vins ha ricordato che nel mercato francese, per quanto riguarda i vini No-Lo, il barometro Vinomètre 2025 di Toutlevin & Plus, uno strumento di indagine sviluppato da Castel-Vins, mostra che il 16% dei consumatori di vino beve già vini analcolici (studio condotto su oltre 5.000 intervistati). Una tendenza che sarebbe confermata anche dai primi risultati del barometro 2026, che saranno pubblicati a breve. “Considerati i volumi di distribuzione e vendita ancora limitati di questi prodotti, si tratta di un segnale incoraggiante per gli operatori della categoria”, ha detto il grande player enoico transalpino. La cui direzione ha sottolineato che “la nostra azienda compie una scelta decisiva: produrre vini dealcolizzati di altissima qualità, con un’ampia gamma di profili di prodotto, in grado di attrarre tutti i tipi di consumatori su tutti i mercati, sia in Francia che a livello internazionale. Oltre a questa innovazione industriale, siamo convinti del potenziale del mercato analcolico e a bassa gradazione alcolica e ci impegniamo a collaborare con gli attori del settore per svilupparlo e rispondere alle sfide dell’evoluzione dei modelli di consumo”.
Il Gruppo Castel, che recentemente ha acquisito anche Tannico, leader nel commercio di vino online, è una realtà da 350 milioni di bottiglie commercializzate all’anno per un fatturato, nel 2022 (ultimo dato disponibile) di 680 milioni di euro. Possiede già il gigante della distribuzione Nicolas (565 negozi in Francia e nel resto del mondo), il sito di e-commerce Vinatis e il distributore Covino sull’isola della Riunione, oltre a un ampio portafoglio di marchi (da Baron de Lestac e Malesan a Bordeaux, a Roche Mazet nel Pays d’Oc, passando per Listel nelle Terres du Midi, Villageoise e Vieux Papes, Kriter e Patriarche Crémants) e 20 aziende vinicole.
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