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COMMERCIO

Il 2022 degli enotecari di Vinarius: vendite fiaccate dal caldo in estate, speranza per il fine anno

Nei mesi estivi calo degli affari per il 43% dei commercianti, verso il Natale vince l’incertezza, ma sarà boom per i bianchi

Acquisti di vino in calo nell’estate, a causa soprattutto della morsa del calco che ha attanagliato le città italiane, e qualche timore per le vendite di fine anno, momento fondamentale per i bilanci del settore, che cade nel bel mezzo di una tempesta economica con pochi precedenti, senza fiaccare l’ottimismo degli enotecari. Così il bilancio sul 2022 di Vinarius, l’associazione delle enoteche italiane, frutto di un’indagine tra gli stessi esercenti sugli andamenti delle vendite e sui trend di consumo dell’ultimo triennio, che ha svelato come le ondate di caldo anomalo e prolungato che hanno caratterizzato l’estate abbiano influito negativamente sulle vendite di prodotti alcolici, in favore alle bevande analcoliche. È principalmente questo il motivo di un andamento dei volumi di vendita estivi rivelatosi altalenante ed omogeneo: secondo il 43% degli enotecari si è riscontrato un calo delle vendite tra il 20 e il 40% sull’estate 2021; il 27% dei commercianti, invece, non ha avvertito sensibili differenze, mentre il 30% ha registrato un aumento delle vendite tra il 10 e il 30%.

Anche sulle previsioni sui volumi di vendita nella stagione invernale, e nel periodo natalizio, le opinioni sono molto contrastanti tra di loro, e il quadro che ne emerge è quello di generale incertezza. Secondo il 50% non ci saranno significative variazioni nelle vendite sul 2021, il 32%, invece, crede ci saranno miglioramenti, ed il 18% teme che le vendite subiranno dei cali, specie a causa del periodo di crisi economica che sicuramente influenzerà le scelte d’acquisto degli italiani durante le festività. Nonostante l’incertezza a livello economico relativa ai volumi di vendita, che differiscono molto da un punto vendita all’altro, è comunque possibile rintracciare tendenze e orientamenti dei consumatori, esplorando ed analizzando le preferenze nell’arco dell’ultimo triennio, che appaiono ben definite rispetto al futuro, formulando delle previsioni sui vini che andranno per la maggiore in inverno e nelle feste di fine anno, durante le quali si assiste ad una costante crescita del consumo dei vini rossi, tra cui spiccano il Barolo, il Brunello di Montalcino, il Primitivo di Manduria e l’Amarone della Valpolicella.
In costante aumento anche la richiesta di vini spumanti con un di crescita del 30%. La scelta del consumatore fra le diversi tipologie di spumante colloca al primo posto lo Champagne, seguito dal Franciacorta, dal Trentodoc e dall’Alta Langa. Resta significativa anche la vendita di altri Metodo Classico di piccole cantine locali, presenti sugli scaffali degli enotecari che propongono vini del loro territorio. Per quel che concerne l’andamento delle vendite dei vini da dessert, nell’ultimo triennio non si sono registrate variazioni sensibili sui volumi di vendita, e si prevede anche per quest’anno un andamento costante. Tra i più richiesti troviamo il Moscato d’Asti, il Passito di Pantelleria e lo Zibibbo. Come per gli spumanti, anche differenti tipologie di vini da dessert hanno incidenza più o meno marcata a seconda del territorio: molte enoteche, infatti, prediligono lasciare ampio spazio a prodotti locali e regionali.
Decisamente in crescita, infine, la sezione dei vini bianchi fermi: lo sostiene il 51,5 % degli intervistati, che prevede aumenti delle vendite compresi tra il 10 e il 20%. Tra i vini bianchi maggiormente richiesti ci sono lo Chardonnay o i vini con uvaggi a base Chardonnay, e in seconda battuta il Gewürztraminer. La somma dei volumi di vendita di questi due vini equivale al 35%. Il restante 65% si distribuisce tra le referenze più disparate di bianchi autoctoni e semi aromatici. Appare, dunque, chiaro come, ancora una volta e ancor di più per i bianchi fermi, quello della territorialità sia un vero e proprio trend in forte crescita.
L’indagine si inserisce nella costante attività di studio, condotta da Vinarius, in questi anni, e rappresenta un’ulteriore conferma dell’importanza per l’Associazione di comprendere e analizzare le dinamiche di mercato. La ricerca è condotta analizzando le risposte degli enotecari, attori che, nel mondo del vino, hanno senza dubbio il polso del mercato, sono sensibili ai cambiamenti e hanno, inoltre, un contatto e un dialogo diretto con il pubblico. “Le enoteche - commenta Andrea Terraneo, presidente Vinarius - hanno senza dubbio un punto di vista privilegiato sul mercato del vino, capace di osservare e anticipare il comportamento e le scelte del consumatore finale grazie al dialogo diretto. È per questo motivo che il contributo degli enotecari è prezioso e fondamentale. L’augurio è che i dati raccolti da Vinarius possano sempre più diventare un punto di riferimento attendibile e autorevole per il settore”.

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