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I VIGNETI URBANI

Il “Clos de la Vigne du Palais des Pape” di Avignone entra nell’Urban Vineyards Association

Realizzato a cavallo tra Duecento e Trecento da due Papi, simboleggia l’illustre passato della città e custodisce diversi vitigni autoctoni francesi

Realizzato a cavallo tra il Duecento ed il Trecento e in meno di vent’anni da due Papi, Benedetto XII e Clemente VI, che decisero di destinare uno dei punti più panoramici e privilegiati del loro Palazzo all’affascinante arte della viticoltura e alla produzione di vino - a testimonianza della sua presenza nella storia sulle tavole del potere - oggi questo lembo di terra che simboleggia l’illustre passato di Avignone ha un doppio valore per i visitatori: estetico, per la splendida vista sulla città storica dalla cima del Rocher des Doms, il celebre sperone roccioso situato sulla sponda destra del fiume Rodano, e d’apprendimento, per l’opportunità che offre nella conoscenza delle diverse varietà francesi. Tra le viti impiantate, che contano circa 540 ceppi, vi si possono infatti trovare dieci vitigni autoctoni: dai rossi Grenache Noir, Syrah, Carignan, Cinsault, Mourvèdre, Marselan e Counoise, ai bianchi Grenache Blanc, Marsanne e Roussanne. Ecco il “Clos de la Vigne du Palais des Papes” di Avignone, unica vigna intra-muros Aoc in Francia nel capolavoro gotico che fu sede ufficiale di parte del Collegio Cardinalizio, oggi Patrimonio dell’Umanità Unesco, e nono vigneto urbano ad entrare a far parte dell’U.V.A., l’Urban Vineyards Association, l’associazione internazionale che riunisce i vigneti sopravvissuti all’interno dei centri cittadini, fondata nel 2019 su impulso di Luca Balbiano che gestisce Villa della Regina, ed il suo vigneto, a Torino.
Se Avignone è celebre per le vicende storiche che la legano indissolubilmente alla storia papale, è meno noto che proprio all’interno del Palazzo dei Papi è custodito un suggestivo vigneto la cui storia inizia nel XIII secolo. Il Clos de la Vigne al Palais des Papes, inserito in un paesaggio urbano grandioso, è di proprietà della città di Avignone e, sin dall’impianto dei primi filari nel 1997, è gestito dalla Compagnons des Côtes du Rhône in collaborazione con il Lycée professionnel viticole d´Orange. La “Vigna dei Papi” si unisce alla “Vigna della Regina” di Torino, ai “Vigneti Senarum” Vinea di Siena, al Clos Montmartre, ai Vigneti della Laguna e San Francesco della Vigna di Venezia, alla “Vigna di Leonardo” a Milano, alla “Vigna del Gallo” di Palermo ed al Clos de Canuts di Lione, e l’Urban Vineyard Association si arricchisce così di un altro sito dal grande valore culturale, dando nuova spinta alla promozione del patrimonio rurale, storico e paesaggistico che questi filari urbani testimoniano e configurandosi come importante opportunità di sviluppo turistico che collega cultura ed enogastronomia.
“Siamo felici e orgogliosi che il Clos si associ alla promozione del patrimonio unico dei vigneti urbani - ha detto Louis Buzançais, presidente de Les Compagnons - sosteniamo pienamente l’approccio adottato dai nostri amici italiani nel celebrare la cultura vitivinicola attraverso la promozione di questi particolarissimi siti. Condividiamo il desiderio e l’entusiasmo per la costituzione di questa rete e, per usare un termine che ci è caro, per far sì che “l’uomo parli con l’uomo””. “Il Clos del Palazzo dei Papi è un luogo che racchiude un valore inestimabile. Uno degli aspetti più belli dell’U.V.A. è che molto spesso i vigneti che ne fanno parte hanno una storia memorabile alle spalle. Le loro origini assumono quasi i tratti della leggenda, dove protagonisti sono grandi re, geniali inventori o audaci progetti politici. Accogliere la vigna di Avignone nell’Associazione è un onore ed un ulteriore tassello nell’internazionalizzazione del progetto” ha detto Luca Balbiano.

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