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SOSTENIBILITÀ

Il futuro di vino e ristorazione? Un mix di qualità, sostenibilità e ospitalità di alto livello

La strada tracciata dal Villaggio Fontanafredda, in una riserva bio-naturale nel cuore delle Langhe, dove il rispetto dell’ambiente la fa da padrona

Grandi vini piemontesi, alta ristorazione, ospitalità, tutto riunito sotto un unico grande principio: il rispetto per l’ambiente. Proprio dalla responsabilità sociale di impegnarsi per salvaguardare il Pianeta nasce il Villaggio Fontanafredda, nel cuore delle Langhe patrimonio mondiale dell’Unesco, presentato in modo virtuale nel webinar firmato oggi dall’azienda, un viaggio a distanza nei luoghi principali che compongono il Villaggio, tra i vigneti e l’hotel diffuso, ai ristoranti, con tanto di cooking show in diretta e degustazione condivisa, con un calice di Alta Langa Rosé Contessa Rosa.
Un luogo ricco di storia e cultura che ha visto protagonista l’amore tra Re Vittorio Emanuele II e Rosa Varcellana, detta “la bela Rosin”. Da lì, una storia di viticoltura lunga 160 anni, arrivata al culmine nel 2008 quando gli imprenditori Oscar Farinetti e Luca Baffigo Filangieri acquistarono la tenuta (nel 2017, Cantina dell’Anno secondo la rivista Usa Wine Enthusiast, ndr) intuendo le potenzialità di questo luogo, una vera istituzione del Barolo, trasformandola in un Villaggio di accoglienza turistica nel Piemonte enogastronomico, tra “esperienze” di ospitalità, grandi vini, alta ristorazione della famiglia Alciati, natura e meditazione.
Proprio dal vino, nasce il progetto verde dell’azienda, come spiega Andrea Farinetti, figlio di Oscar, oggi enologo della tenuta, il cui cuore si può riassumere in tre parole chiave: qualità, sostenibilità - dal 2018 si parla anche di produzione biologica - e narrazione. Grandi vini piemontesi, una produzione su 122 ettari di vigneti (con il più grande vigneto di Barolo in corpo unico) di vini rossi, bianchi e spumanti, distribuita al 55% in Italia e il 45% all’estero, in ben 70 Paesi nel mondo, espressioni autentiche della terra di origine come Barolo, Barbaresco, Nebbiolo, Barbera e Dolcetto d’Alba, oltre a Roero Arneis, Moscato d’Asti e le alte bollicine piemontesi Alta Langa, in un percorso sorprendente tra grandi botti di rovere di slavonia, rovere francese e tini di cemento destinati ancora oggi all’affinamento di grandi vini rossi come il Barolo. “Le grandi rivoluzioni della storia - racconta Andrea Farinetti - sono sempre precedute da un cambio di paradigma: nel Rinascimento, l’uomo, l’individuo, diventa il centro dell’universo. Noi abbiamo rinominato questo un Rinascimento Verde: dobbiamo rovesciare il paradigma, e mettere la terra al centro dell’uomo. Per farlo abbiamo i nostri mezzi, per primo il vino, il più grande ambasciatore del “verde”. Ma anche l’ospitalità: tutto l’insieme di esperienze con cui far capire alle persone, toccando con mano, l’importanza della sostenibilità e il rispetto dell’ambiente”.
E il Rinascimento Verde tocca tutti gli ambiti del Villaggio, dalla ristorazione, organizzata in tre diversi locali, come raccontano i fratelli Ugo, chef stellato, e Piero Alciati: il ristorante Guido, con una cucina gourmet, tradizionale ma sempre in movimento, l’osteria DisGuido, con i sapori locali in una veste più informale, e il Gbistrot, uno spazio nuovo, con cucina a vista e cantina, tutto nello stesso posto. “Anche nei nostri locali - racconta Ugo Alciati, mentre il fratello Piero cucina in diretta dalla cucina del ristorante - facciamo estrema attenzione alla sostenibilità e all’ambiente: usiamo prodotti del territorio, coltiviamo il nostro orto, per dare ai clienti un’esperienza locale e regionale, con sempre un occhio verso l’innovazione e la sperimentazione”.
Attenzione, che c’è anche nell’hotel diffuso “Le Case dei Conti Mirafiore”, diviso in due due strutture, con la scelta di tessuti ecologici e arredamenti sostenibili. E poi, largo spazio alla cultura e al benessere: anche qui, la natura ha un ruolo centrale nell’esperienza dei visitatori. Il Bosco dei Pensieri, all’interno della tenuta, è un percorso di meditazione e di contemplazione realizzato in uno degli ultimi boschi rimasti intatti nella Langa del Barolo, tra piante secolari, vigneti e noccioleti. Con la Fondazione Eredi di Mirafiore nel Villaggio Fontanafredda, si persegue l’obiettivo della crescita culturale e della fruizione gratuita della stessa in un ambiente ludico e piacevole, attraverso tre importanti attività principali: Il Laboratorio di Resistenza permanente, Le Passeggiate letterarie nel Bosco dei Pensieri - incontri settimanali con personaggi di spicco del mondo della letteratura, del giornalismo, della musica e della politica - oltre ai progetti per l’infanzia.
“Il Villaggio Fontanafredda - spiega Andrea Farinetti - è una riserva bio-naturale, e crediamo molto nell’importanza del biologico. Non si parla più strettamente di vino, o di mercati, per noi è diventata una questione sociale e di responsabilità. Oggi, ormai, il biologico si può fare a livello tecnico e si deve fare a livello etico. È una condizione naturale in cui ci si troverà ad operare, non c’è più la necessità di fare analisi di mercato o di tendenze: va solo fatto. E mi sento di lanciare anche una sorta di slogan, che ben si collega con il momento storico che stiamo vivendo: non esiste l’uomo nero, bianco, giallo, bisogna parlare di “uomo verde”. Questo - conclude - è quello che deve entrare nella testa delle persone”.

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