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ATTUALITÀ

Il made in Italy piace al Giappone: nel 2021 è aumentato l’export del vino e dell’agroalimentare

Protocollo d’intesa tra Cia - Agricoltori e Jief - Japan Italy Economic Federation. Mentre il gallo nero del Chianti Classico canta al Sol Levante
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Cresce il vino italiano in Giappone:la conferma nei dati Istat e del Chianti Classico

Il made in Italy accelera in Giappone e il vino si conferma uno dei prodotti più in salute nella bilancia dell’export. Un mercato storico, quello del Sol Levante, tra i più importanti per il comparto enoico italiano e che continua a crescere tanto che, nei primi 9 mesi 2021, ha fatto registrare 133,3 milioni di euro alla voce export, un balzo significativo rispetto ai 113,3 del 2020 (dati Istat analizzati da WineNews). Un rapporto ormai consolidato - non solo se parliamo di vino visto che l’export agroalimentare italiano in Giappone nel 2021 è cresciuto del 15% sull’anno precedente - e che punta a rafforzarsi con nuovi accordi e partnership. Come il protocollo d’intesa, per il biennio 2022-2024, siglato tra Cia/Agricoltori Italiani e la Japan Italy Economic Federation (JIEF)per cogliere le nuove sfide post pandemia puntando sugli asset come le eccellenze agroalimentari Made in Italy e agriturismi, digitale e sostenibilità alimentare. Oggi, in videoconferenza, alla presenza dell’Ambasciatore d’Italia a Tokyo, Gianluigi Benedetti, la firma sul rinnovo del partenariato da parte dei presidenti Dino Scanavino per Cia e Daniele di Santo per JIEF.Il Giappone è il sesto partner commerciale per l’Italia al di fuori dell’Europa con l’agroalimentare che con il suo 30% rappresenta la fetta più grande delle esportazioni totali nazionali per un valore, nel 2021, di ben 2,1 miliardi. Dal 2017, l’intesa tra Cia e JIEF, organizzazione della comunità imprenditoriale giapponese con interessi verso l’Italia, è motore di tante iniziative strategiche a sostegno e promozione delle aziende agricole e agroalimentari italiane, dagli incontri virtuali con i buyer fino all’ospitalità agrituristica per clienti nipponici, e guarda con attenzione al posizionamento sul mercato estero da parte del Giappone.
Per Cia/Agricoltori Italiani e Japan Italy Economic Federation i prossimi passi saranno concreti e mirati a rilanciare rapporti di sinergia istituzionale e a maturare su digitalizzazione, gestione del rischio in agricoltura, ricambio generazionale e promozione agrituristica, verso il grande appuntamento con Expo 2025 a Osaka. Nell’impegno, sottoscritto dalle due organizzazioni - che, nel 2017, costruirono solide basi con la definizione di un memorandum condiviso - il sostegno, ancora più incisivo, alla ripresa delle relazioni e dei progetti Italia-Giappone dopo due anni di emergenza sanitaria, attraverso il vantaggio del BtoB online e il valore aggiunto delle aree interne d’Italia per lo sviluppo del turismo rurale post-Covid. Infine, la connessione tra imprese, mercati e istituzioni, confermata da ambo le parti come fulcro nell’epoca delle grandi opportunità con l’Italia che dovrà saper spingere le sue produzioni agroalimentari e le sue piccole e medie imprese agricole, cogliendo appieno il valore di PNRR, Pac e Green Deal Ue.
Il fatto che il Giappone si confermi un mercato molto interessante per i vini italiani di qualità è confermato dalla denominazione del Chianti Classico. Un mercato fedele ai vini del Gallo Nero e che ha potuto anche beneficiare, dal febbraio 2019, della piena operatività dell’Accordo di Partenariato Economico (Ep) tra l’Unione Europea e il Giappone che di fatto riduce i costi correlati a esportazioni e investimenti, facilitando l’accesso delle imprese italiane al terzo mercato al mondo per dimensioni. Nonostante l’emergenza sanitaria, il Giappone negli ultimi anni, ha mantenuto stabili le quote di Chianti Classico importate, mostrando però un particolare interesse per le tipologie premium di Chianti Classico, Riserva e Gran Selezione, che sono cresciute in volumi e fatturato. Il Consorzio è tornato in Giappone questa settimana e precisamente ad Osaka, dopo un evento di degustazione lo scorso novembre a Tokyo con oltre 300 operatori del settore, con due masterclass (“Chianti Classico Riserva 2009: le sfumature del tempo”) guidati dal giornalista Isao Mijayima, ambasciatore ad honorem del Chianti Classico in Giappone, con la partecipazione da remoto dei produttori del Gallo Nero. Malgrado la pandemia, il Consorzio Vino Chianti Classico si presenta in Giappone forte dei numeri del 2021 che si è concluso con un + 21% rispetto al 2020 e +11% rispetto al 2019.
“Siamo fiduciosi nel fatto che la relazione con il Giappone possa continuare a crescere negli anni - afferma Giovanni Manetti, presidente Consorzio Vino Chianti Classico - sempre di più improntati sulla capacità dei nostri viticoltori di trasferire il territorio nella bottiglia, mantenendo saldo l’obiettivo della qualità, intesa come unione di autenticità e grande impegno in tutte le fasi produttive, in particolare nell’attenzione in vigna”.

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