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Il mercato scopre il sapore di spezie ed erbe: settore in crescita (e Macfrut gli dedica un salone)

Dal 4 al 6 maggio a Rimini. Il comparto nel mondo vale tra i 18 ed i 20 miliardi di dollari, Italia al top con le sue erboristerie
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Fiori di camomilla (ph: Nikolay Frolochkinda da Pixabay)

Attenzione e mercato per spezie ed erbe officinali crescono. A dirlo sono i numeri che parlano di un settore in salute, considerato che il mercato delle spezie vale tra i 18 ed i 20 miliardi di dollari, con una stima di crescita del 4/5% annuo, a fronte di una produzione anch’essa in costante aumento che, negli ultimi anni, si attesta oltre le 13 milioni di tonnellate. Un numero destinato a lievitare, la proiezione è che possa arrivare a 18 milioni di tonnellate nel 2030. A questo si vanno ad aggiungere le erbe officinali e aromatiche, un mercato importante in Italia visto che, nei confini nazionali, occupa una superficie coltivata di 7.300 ettari per 500 imprese professionali strutturate.
Il nostro Paese produce 4.000 tonnellate (escluso coriandolo) di piante officinali e 350 tonnellate di oli essenziali, in gran parte di agrumi (bergamotto). Ne importa invece almeno 40.000, fra piante officinali e derivati da prima trasformazione mentre ne esporta 26.000 nel complesso, in buona parte con valore aggiunto. Il valore della produzione del comparto è stimato intorno a 235 milioni euro, riferito alla sola materia prima di trasformazione. Se si aggiunge l’export di derivati a valore aggiunto si può arrivare ad 1 miliardo euro (fonte: Fippo, Federazione Italiana dei Produttori di Piante Officinali). Cifre che giustificano l’interesse per l’evento “Spices & Herbs Global Expo”, la news entry by Macfrut 2022 (la più importante fiera dedicata all’ortofrutta, ndr), che ha pensato ad un salone ad hoc, dal 4 al 6 maggio 2022, a Rimini). Di fatto una fiera nella fiera con un’expo che ospita operatori da tutto il mondo, incontri di business con buyer internazionali, workshop tecnici con esperti del settore, show cooking con categorie di prodotto sempre più apprezzate dai consumatori
.
Dunque, un nuovo padiglione interamente dedicato al mondo delle spezie, erbe officinali ed aromatiche, punto di incontro globale tra produttori, tecnici, ricercatori, traders e trasformatori, in un approccio di filiera, secondo la specificità di Macfrut. Due le aree a comporre il Salone: quella delle spezie, rappresentato a Macfrut dalla partnership con Cannamela, azienda leader in questo mercato e quella dedicata alle erbe officinali e aromatiche, realizzata in partnership con Fippo (Federazione Italiana Produttori Piante Officinali) e la rivista Erboristeria Domani. Questo settore comprende una vasta categoria eterogenea di specie vegetali, ricche di principi biologicamente attivi, che va dalle piante medicinali al superfood, dalle aromatiche fino a quelle da profumo, segmento in crescita e con grandi prospettive anche per il nostro Paese per gli svariati utilizzi di questa tipologia di prodotti.

Focus - Il mercato delle spezie e il loro ruolo in Italia
Parlare di spezie significa parlare della storia del mondo. E la storia delle spezie rappresenta quella del commercio globale. La fama delle spezie risale ad oltre 7.000 anni fa, così come è noto che la storia di grandi scoperte geografiche nasce dalla ricerca di una via marittima per raggiungere l’India, la cosiddetta Rotta delle Spezie. Un interesse che non è mai scemato. Oggi le spezie a livello mondiale muovono 18-20 miliardi di dollari.
Da questa cultura millenaria si sono sviluppate, e stanno continuando a svilupparsi, notevoli conoscenze sia di tecnologie di processo di trasformazione sia di filiera agronomica, che rappresentano la continua evoluzione naturale di questo mondo e aprono la strada a nuove opportunità per tutti gli operatori. Inoltre le piante medicinali, aromatiche e le spezie sono da secoli utilizzate dall’uomo per il proprio benessere. Oltre 35.000 specie sono state identificate per contenere sostanze attive molto versatili e utili. Un terzo della popolazione mondiale basa la propria medicina sull’uso di queste piante sia in ambito clinico/terapeutico che preventivo. Queste rappresentano un patrimonio di biodiversità indispensabile per affrontare tante sfide del futuro, dalla riduzione dell’impatto ambientale al il cambiamento climatico passando alla la transizione verso un’economia sostenibile.
In questo panorama l’Italia si distingue per la preziosa tradizione erboristica, nata dal patrimonio di biodiversità vegetale dei nostri ambienti e dalla varietà di territori e tradizioni culturali. Una cultura ancora viva, da cui nel tempo sono derivate molte conoscenze scientifiche e da cui hanno preso il via imprese divenute eccellenze di qualità e innovazione a livello internazionale. Il settore ha vissuto un vero e proprio boom grazie al diffondersi del canale professionale specializzato: le erboristerie italiane sono ancora una esperienza unica a livello europeo, che conta oltre 4.000 punti vendita, e vede al lavoro una nuova generazione di tecnici erboristi laureati nelle facoltà di Farmacia. Il valore stimato di questo canale è di 1 miliardo di euro.
Da settore prevalentemente commerciale, legato all’importazione, oggi il comparto è divenuto una filiera complessa che va dalla coltivazione, alla trasformazione, alla creazione di valore aggiunto nella produzione di integratori alimentari, cosmetici naturali e derivati farmaceutici. La filiera oggi ha di fronte nuove opportunità grazie al rinnovamento del quadro normativo introdotto dalla Decreto Legislativo 75/18 (le norme precedenti risalivano agli Anni Trenta del Novecento) che riconosce e sostiene la coltivazione delle piante officinali come attività agricola. La sfida del comparto è oggi quella di uscire dalla dimensione di “mercato di nicchia” per interagire sempre più attivamente nella realizzazione di un autentico nuovo patto con la natura.

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