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LA CURIOSITÀ

Il nome degli chef in etichetta, per un augurio di ripartenza: così lo Champagne Comte de Montaigne

Da Oldani a Metullio, da De Martino a Mancino, tanti chef stellati Michelin co-protagonisti dell’iniziativa, a sostegno dell’horeca in un anno duro

Una grande bottiglia di vino è sempre un regalo gradito. Se poi è personalizzata, dedicata, ed addirittura porta in etichetta il nome del destinatario, diventa, anche simbolicamente, qualcosa di davvero speciale. Un pensiero in questo senso, alla ristorazione pesantemente colpita dal Covid, lo ha voluto dedicare agli chef Comte de Montaigne, maison di Champagne dell’Aube, che ha realizzato delle bottiglie speciali, numeri unici, per gli chef stellati del Belpaese tra i premiati dall’edizione n. 66 della Guida Michelin.
“Una “special label” disegnata per dare risalto alle eccellenze della nostra ristorazione e alla loro visione imprenditoriale e come augurio di pronta ripartenza in vista del 2021”, spiega la cantina guidata dal Ceo Stéphane Revol. E così, ecco le bottiglie dedicate, tra gli altri, al neo bistellato Davide Oldani (Do di Cornaredo), e ai “parigrado” Michelangelo Mammoliti (La Madernassa a Guarene), Matteo Metullio (Harry’s Piccolo di Trieste), Giuseppe Mancino (Il Piccolo Principe di Viareggio) e Antonio Guida (Seta, a Milano), e agli stellati Mauro Elli (Il Cantuccio ad Almavilla), Riccardo Di Giacinto (All’Oro di Roma) e Umberto De Martino (Umberto De Martino a San Paolo d’Argon).
“Questa iniziativa esprime tutta la nostra vicinanza al mondo della ristorazione in uno degli anni più difficili di sempre. La nostra etichetta speciale è un vero e proprio riconoscimento alla visione manageriale e al Dna di valori degli Chef stellati della Guida Michelin”, commenta Stéphane Revol. “Molti dei ristoranti premiati sono nostri partner da anni e condividono gli stessi valori della Maison: come il metterci il cuore in quello che si fa, la ricerca dell’autenticità e la passione per l’eccellenza. Valori che, insieme a una doverosa eco-sostenibilità, saranno i veri motori verso la ripartenza economica dell’intera filiera del mondo horeca e non solo”.

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