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AGENDA

Il Premio Nonino, che vive nell’incontro e nello scambio tra premiati e giurati, salta un giro

Appuntamento al 2022: meglio posticipare l’evento che impoverirlo nell’incontro virtuale online, sempre impari all’incontro reale
DISTILLERIE NONINO, GRAPPA NONINO, PREMIO NONINO, Italia
La famiglia Nonino

Fiere di settore rimandate o cancellate, calendario degli eventi che, negli ultimi 12 mesi, ha subito ogni sorta di revisione e stravolgimento, appuntamenti diventati, da una settimana all’altra, webinar. La pandemia ha messo, e sta continuano a mettere, a dura prova anche il mondo del vino, e se in tanti riprogrammano e ripensano la normalità, altri fanno un passo indietro, aspettano un turno, perché non tutto è rimodulabile o ripensabile. Come il Premio Nonino, impossibile da immaginare senza ciò che lo rende unico: vive principalmente nell’incontro reale tra giurati, premiati, ospiti da sempre così vivacemente appassionati di trovarsi insieme, di chiacchierare, di avvicinare concretamente gli autori e le personalità premiate per condividere i valori per cui è nato il Premio, istituito nel 1975 da Giannola e Benito Nonino, per salvare gli antichi vitigni autoctoni friulani in via di estinzione e per la valorizzazione della Civiltà Contadina e sostenuto dalla Nonino Distillatori, capace più volte di anticipare le scelte dei Premi Nobel.
Perciò, come si legge nella nota delle Distillerie Nonino, guidate da Giannola Nonino, insieme alle figlie Cristina, Antonella ed Elisabetta, “Abbiamo unanimemente deciso di posticipare l’evento al 29 gennaio 2022 piuttosto che inevitabilmente impoverirlo nell’incontro virtuale on line, sempre impari all’incontro reale e concreto e in particolare al Premio e al suo spirito. Vista l’emergenza sanitaria, che impedisce incontri reali e concreti, abbiamo pensato che una componente essenziale del Premio Nonino consiste proprio, anche e soprattutto, nell’incontro reale tra giurati, premiati, ospiti da sempre così vivacemente appassionati di trovarsi insieme, di chiacchierare, di avvicinare concretamente gli autori e le personalità premiate per condividere i valori per cui è nato il Premio”.
Niente premi e niente premiati, ma una giuria internazionale, presieduta da Antonio Damasio, che si arricchisce di altri due nomi di assoluto spessore: al fianco di Adonis, John Banville, Ulderico Bernardi, Peter Brook, Luca Cendali, Emmanuel Le Roy Ladurie, James Lovelock, Claudio Magris, Norman Manea ed Edgar Morin siederanno Suad Amiry architetto e scrittrice palestinese e Giorgio Agamben filosofo e scrittore.

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