Il Monferrato sceglie di fare sistema e affida al vino la regia del proprio futuro. Messaggio chiaro e di unità di intenti, che arriva da uno dei territori Unesco del vino del Piemonte (insieme a Langhe e Roero, ndr), sottolineato, ieri ad Acqui Terme, nel Forum “Il futuro del Monferrato nasce dal vino - Economia, società, paesaggio”, momento fondativo di un percorso strategico condiviso dai tre principali consorzi del territorio - il Consorzio dei Vini d’Acqui, il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato e il Consorzio dell’Asti Spumante e del Moscato d’Asti Docg - in cui è stato presentato “un piano triennale di rilancio dell’ecosistema vitivinicolo del Monferrato, superando la dimensione delle singole denominazioni per adottare una visione integrata, sistemica e territoriale”.
Un progetto che punta a riconoscere nella filiera vitivinicola il baricentro economico, sociale e culturale delle colline Patrimonio Mondiale Unesco dal 2014. Con i presidenti dei tre consorzi, Paolo Ricagno (Acqui), Vitaliano Maccario (Barbera d’Asti e Vini del Monferrato) e Stefano Ricagno (Asti), che ne hanno spiegato il senso: “è tempo di riportare la filiera - ha asserito Stefano Ricagno, presidente Consorzio dell’Asti Spumante e del Moscato d’Asti Docg - al centro del sistema vitivinicolo. Dietro ogni bottiglia di vino non c’è solo un prodotto, ma un intero mondo che parte dal viticoltore e coinvolge ogni attore sociale ed economico. Abbiamo semplificato troppo la comunicazione negli anni passati; ora la nostra missione è far capire e valorizzare le peculiarità di questa filiera, lavorando concretamente affinché torni a essere il vero motore del futuro del Monferrato”.
“Il Piemonte enologico è un mosaico di diversità che va tutelato nella sua interezza. Dalle grandi cooperative ai piccoli produttori, ognuno è un tassello fondamentale per affrontare mercati complessi e instabilità geopolitiche - ha continuato Vitaliano Maccario, presidente Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato - abbiamo un patrimonio di vitigni autoctoni unico al mondo: l’unione di questi tre consorzi nasce proprio dalla volontà di trasformare questa varietà in un’unica, potente idea comune per la difesa e la promozione del territorio”.
“Fare squadra tra consorzi è un atto di coraggio e visione: da soli non si vincono le sfide dei mercati globali. Rappresentiamo un territorio che esprime cinque denominazioni di prestigio e 150 milioni di bottiglie: non abbiamo nulla da invidiare ad altri territori - ha concluso Paolo Ricagno, presidente Consorzio dei Vini d’Acqui - e dobbiamo essere i primi ambasciatori orgogliosi della nostra terra, facendo sì che ogni turista che arriva tra queste colline trovi nei nostri vini l’anima del Monferrato”.
Il Rettore dell’Università Bocconi e professore di Demografia, Francesco Billari, ha evidenziato come la demografia sia una chiave per leggere il futuro: dai record globali 2024-2025 ai dati italiani e delle Province di Alessandria ed Asti, emerge che il calo della natalità e la riduzione del peso delle nuove generazioni impongono nuove strategie per tutelare il capitale umano. In questo scenario, l’Italia si configura come laboratorio di innovazione per garantire la tenuta del sistema produttivo.
Magda Antonioli, senior professoressa di Economia e Politica del Turismo, cirettrice del Master in Economics of Tourism e responsabile Tourism Lab (Cleacc) dell’Università Bocconi (nonché “ideologa e filosofa ” del turismo del vino in Italia negli Anni Novanta del Novecento, ndr), ha sottolineato come il turismo esperienziale e l’enogastronomia siano leve decisive di sviluppo: ad una domanda internazionale più consapevole deve corrispondere un’offerta integrata ed una comunicazione capace di parlare anche alla Gen Z. Nel confronto con Langhe e Roero, il Monferrato - pur facendo parte del territorio Unesco - è chiamato a costruire il proprio brand, valorizzando identità, paesaggio e coinvolgimento della comunità locale.
Matteo Casagrande Paladino, dg Colline e Oltre Spa, società partecipata da Intesa Sanpaolo insieme a Fondazione Banca del Monte di Lombardia e Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore, ha presentato la case history dell’Oltrepò Pavese.Con sede a Pavia, città che ospita anche la Direzione Agribusiness by Intesa Sanpaolo dedicata alle aziende dell’agroalimentare italiano, Colline e Oltre Spa si occupa dal 2021 di definire come un’azione coordinata tra finanza, istituzioni e operatori locali possa generare interventi concreti di rilancio e qualificazione nei settori alberghiero, ristorativo ed enogastronomico, offrendo un modello di riferimento per il Monferrato.
Le linee guida del piano triennale sono state illustrate da Andrea Pirola, ceo WhiteMC e advisor marketing e strategico del progetto, che ha delineato una roadmap operativa 2026-2028 fondata su una visione di lungo periodo, volta a rigenerare la competitività del territorio. Il piano punta a trasformare il Monferrato in un brand territoriale forte attraverso tre fasi: ricostruzione, espansione e consolidamento. Tra i macro-obiettivi figurano il sostegno del prezzo medio per proteggere la marginalità della filiera e l’intercettazione di nuovi trend di consumo, quali la mixology, la moderazione e la convivialità informale. Il progetto, definito da Pirola come “sistemico, misurabile e replicabile”, vuol preparare una solida base per la futura fase di export, utilizzando un mix di canali classici (tv, media, Gdo e trade) e moderni (social, ambassador ed esperienze sul territorio) per comunicare autenticità e sostenibilità ad un pubblico globale.
Il messaggio che è emerso, dunque, è chiaro: “il vino non è soltanto una produzione di eccellenza, ma un’infrastruttura economica e sociale capace di generare reddito, occupazione, coesione e attrattività. Il 3 marzo ha rappresentato un momento importante per il Monferrato, volto a segnare l’inizio di una nuova stagione di collaborazione tra Consorzi, con l’obiettivo di restituire centralità economica e prospettiva di sviluppo duraturo a uno dei territori vitivinicoli più identitari d’Italia”.
Copyright © 2000/2026
Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit
Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2026




















































































































































































