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SICUREZZA IN TAVOLA

Il vino è il settore di punta dell’agroalimentare italiano. E anche quello più controllato

Il report di attività 2022 dell’Icqrf. Su oltre 56.000 controlli, più di un terzo sono concentrati nel settore vitivinicolo
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Il vino è il settore di più controllato dell'agroalimentare (ph: rawpixel via Freepik)

Il vino è il settore di punta dell’agroalimentare italiano. Il più prezioso, quello più mediaticamente esposto, grande ambasciatore dei territori e della convivialità. E si conferma, anche il più “controllato”, come emerge dal report sull’attività 2022 dell’Icqrf, che sottolinea come, di oltre 56.505 controlli antifrode - di cui 44.821 ispettivi e 11.684 analitici - più di un terzo, 19.099 controlli hanno interessato il settore vitivinicolo, 8.417 l’oleario, 5.070 il lattiero caseario, 3.927 l’ortofrutta, 3.222 i cereali e derivati, 2.644 il settore della carne, 2.404 le conserve vegetali, 2.011 il miele, 686 le bevande spiritose, 572 le uova, 159 le sostanze zuccherine e 2.362 altri settori. Nel complesso, 30.001 gli operatori verificati e 55.735 i prodotti controllati, con irregolarità riscontrate nel 16,4% degli operatori, nll’11,9% dei prodotti mentre l’8,0% dei campioni analizzati sono risultati irregolari. 134 le notizie di reato e 5.139 le contestazioni amministrative. Ad esse si aggiungono 4.424 diffide emesse nei confronti degli operatori, con oltre 27,6 milioni di kg di merce sequestrata per un valore dei sequestri di oltre 32,7 milioni di euro; 451 gli interventi fuori dei confini nazionali e sul web a tutela delle Indicazioni Geografiche, Prosecco in testa.
Guardando al vino, in particolare, la percentuale di operatori con qualche irregolarità è stata del 19,6%, quella di prodotti il 13,4%, comprese le irregolarità nell’etichettatura, e il 5,6% dei controlli analitici hanno dato esiti irregolari, con 30 notizie di reato a carico del settore, 2.349 contestazioni amministrative, e 182 sequestri per un valore di 23,2 milioni di euro. Con le principali contestazioni che hanno riguardato la commercializzazione fraudolenta di vini a Dop e a Igp non conformi ai requisiti stabiliti dai rispettivi disciplinari di produzione, la sofisticazione di prodotti vitivinicoli per annacquamento e/o zuccheraggio e aggiunta di aromi naturali, vini e mosti con titolo alcolometrico non conforme al dichiarato o ai limiti di legge, mancata o irregolare tenuta dei registri di carico e scarico; irregolarità nei documenti di accompagnamento, irregolare designazione, denominazione e presentazione dei prodotti vitivinicoli, presenza di principi attivi (metalaxyl, acido fosfonico e acido etilfosfonico) non ammessi in vini da produzione biologica, detenzione illecita di vinacce e\o sottoprodotti della vinificazione, ed illecita detenzione, vendita o somministrazione di vino con acidità volatile superiore.

“L’importanza di rendere maggiormente efficienti le azioni per una concreta valorizzazione del made in Italy delle nostre produzioni agroalimentari, che rappresentano una eccellenza a livello mondiale, e nel contempo lavorare con incisività per la loro tutela e la difesa del reddito dei nostri agricoltori, delle nostre aziende e dei consumatori sono da considerarsi centrali nell’ambito delle priorità strategiche del governo e di questo Dicastero che mi onoro di rappresentare. L’Italia - spiega, nella prefazione al report, il Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida - è nota per l’eccellenza, la diversificazione, l’identità e l’unicità delle proprie produzioni agroalimentari, ottenute grazie alla valorizzazione del territorio, della cultura e dei metodi di produzione rigorosi in tema di salubrità, qualità e tracciabilità. È necessario rafforzare questo primato, garantendo la qualità e l’affidabilità dei prodotti anche attraverso l’organizzazione e la razionalizzazione di tutti gli strumenti di controllo. È importante evidenziare che i controlli, non solo rappresentano un presidio e un deterrente all’utilizzo di pratiche illegali o scorrette, ma soprattutto costituiscono un incentivo per tutte le aziende sane che ne vedono una conferma del loro impegno per la qualità e la sicurezza alimentare. Un efficace sistema di controllo rappresenta la migliore garanzia a tutela della qualità delle produzioni e contribuisce di certo ad aumentare il valore aggiunto dei prodotti nei mercati. In tale contesto, vorrei evidenziare come la rinnovata mission di questo Ministero che attraverso l’inserimento nella denominazione della locuzione di “sovranità alimentare” ha inteso indirizzare ogni obiettivo di carattere politico ad una maggiore attenzione alla sicurezza alimentare, ad un miglioramento del nostro grado di autoapprovvigionamento e ad una maggiore promozione e tutela delle nostre produzioni, in particolare di quelle di qualità. Il comparto agroalimentare italiano è costituito da un modello che mette al centro i prodotti di qualità, la stagionalità, le filiere corte e la centralità dell’agricoltore. È un punto di riferimento nel sistema economico nazionale ed è per questo che, nell’organizzazione dei sistemi alimentari, lo sguardo deve essere sempre più proiettato alla sostenibilità”.

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