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RICERCA

Il vino “low”, sostenibile e bio conquista gli under 40 Usa. E cresce la frequenza dei consumi

Dal sondaggio Wine Opinions il rapporto tra i consumatori d’Oltreoceano e gli alcolici. Da cui emerge la trasversalità della birra
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I giovani Usa ed il vino

Tra i consumatori abituali di alcolici d’Oltreoceano, di età compresa tra i 21 ed i 39 anni, la birra è senza dubbio la scelta più trasversale: il 74% di chi la indica come bevanda preferita, infatti, la consuma una o più volte alla settimana, ma anche il 28% dei wine lover, così come il 34% di chi preferisce gli spirits, ammettono di bere birra una o più volte alla settimana. Di contro, solo il 56% dei wine lover consuma vino una o più volte alla settimana, scelta condivisa con il 24% degli amanti della birra e con appena il 20% di chi predilige i superalcolici. A dirlo, l’ultimo sondaggio di Wine Opinions, il principale provider di ricerche di mercato sul mondo del vino degli Stati Uniti (https://wineopinions.com/). 

Negli ultimi 12 mesi, comunque, è cambiato sensibilmente l’approccio ai consumi, tanto che i ventenni dichiarano di bere più spesso sia birra (+7%), che vino (+16%) che superalcolici (+17%), mentre il trend tra i trentenni è meno accentuato: solo il 2% beve birra più spesso di un anno fa, l’8% beve vino più di frequente mentre la frequenza di consumo dei superalcolici arretra del -1%. 

L’età polarizza molto anche l’interesse registrato per i cosiddetti vini “Better for You”, ossia quello a bassa gradazione alcolica, e quindi con meno calorie, carboidrati e zuccheri della media. Una categoria che cattura l’interesse dei ventenni, con il 37% che dice di averli acquistati qualche volta ed un 38% che si dice interessato, e dei trentenni, con percentuali del tutto simili: il 36% ha acquistato qualche volta una bottiglia, ed il 39% si dice interessato alla categoria. La popolarità dei vini “Better for You”, invece, crolla in maniera verticale tra i consumatori di vino più maturi: solo il 21% dei quarantenni ha avuto l’occasione di comprarli, ed appena il 17% dei cinquantenni; altissimo invece l’interesse (43%) tra i quarantenni, ma è a livelli interessanti (34%) anche tra i cinquantenni, anche se il 38% si dice non interessato alla categoria, contro il 16% dei ventenni, il 18% dei trentenni ed il 24% dei quarantenni.

Anche il peso specifico di due caratteristiche ormai fondamentali per un vino, ossia la produzione da uve certificate bio o da agricoltura sostenibile, è tanto più importante quanto più è giovane il wine lover. Bere un vino certificato bio è molto importante per il 26% dei ventenni (e abbastanza importante per il 30%), per il 19% dei trentenni (abbastanza importante per il 27%), per l’11% dei quarantenni (abbastanza importante per il 28%) e per il 2% dei cinquantenni (abbastanza importante per il 22%). Scegliere invece un vino prodotto in maniera sostenibile è molto importante per il 28% dei ventenni (e abbastanza importante per il 29%), per il 23% dei trentenni (abbastanza importante per il 28%), per il 12% dei quarantenni (abbastanza importante per il 31%) e per l’8% dei cinquantenni (abbastanza importante per il 26%).

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