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VINO, CRISTIANESIMO E EBRAISMO

Il vino nelle religioni nello scenario mistico della Chiesa di San Francesco della Vigna a Venezia

Voluto dai frati-vignerons del Convento un convegno-degustazione metterà a confronto relatori internazionali di altissimo profilo (17 novembre)
CRISTIANESIMO, EBRAISMO, RELIGIONE, VENEZIA, vino, Italia
Il complesso conventuale di San Francesco della Vigna nel cuore di Venezia

Per l’Ebraismo è elemento santificatore e portatore di letizia, la vite stessa, ritenuta sacra nell’antica Cananea, fu dagli Ebrei considerata albero messianico. Adottando la tradiione ebraica, il Cristianesimo, attribuì al vino un significato completamente nuovo, indissolubilmente legato al sangue di Cristo versato sulla croce, e segno tangibile della sua presenza nella Chiesa, mediante l’Eucarestia: è così che il vino accomuna le due religioni. A metterle e a confronto, è il convegno “Valore e significato del vino nella religione ebraica e in quella cristiana” (17 novembre) voluto dai frati francescani di Venezia nel loro Convento, uno scenario unico per misticismo e cultura: la Chiesa di San Francesco della Vigna, una delle più belle chiese rinascimentali della Laguna, opera di Jacopo Sansovino ed Andrea Palladio, scrigno di capolavori di Giambattista Tiepolo e Giovanni Bellini e di una delle biblioteche più ricche d’Italia, luogo di sepoltura di molti nobili veneziani, il cui nome deriva dal fatto che in origine il luogo in cui sorge era coltivato a vigneti, i più estesi e fecondi di tutta Venezia, nei pressi dei quali sorgeva una piccola e modesta chiesa dedicata a San Marco poiché, secondo la tradizione, era il luogo dove l’evangelista si era rifugiato dopo una tempesta e gli era apparso un angelo salutandolo con le parole “Pax tibi Marce Evangelista meus” (motto della Serenissima) e profetizzandogli la futura fondazione della città. Ancora oggi i frati-vignerons vi producono vino, nel vigneto di Teroldego all’interno del Convento, ed i cui introiti finanziano borse di studio per studenti che frequentano l’Istituto di Studi Ecumenici San Bernardino, sede staccata della Pontificia Università di Roma che ha sede proprio a San Francesco della Vigna.
A raccogliere l’invito al confronto, relatori nazionali ed internazionali di altissimo profilo, come il professor Gianpaolo Anderlini, studioso di Ebraismo, che relazionerà sul valore del vino nella tradizione ebraica. Mauro Carosso, sommelier, parlerà invece del valore del vino nella tradizione cristiana. Padre Epifanios, monaco del Monte Athos, fondatore della attuale viticoltura della regione ed autore del volume “La cucina del Sacro Monte Athos”, parlerà della produzione di vino nel territorio autonomo della Grecia, dotato di uno statuto speciale di autogoverno, affidato alla Sacra Comunità. Il vigneron Mark Indigo della cantina Von Hövel racconterà dei vini Kosher che produce in Germania, mentre la storia della produzione di vino da Messa sarà affidata alla storica Cantina dell’Abbazia di Praglia, mentre Marco Ricasoli Firidolfi, proprietario di Rocca di Montegrossi, parlerà della produzione di Vin Santo.
A celebrare l’incontro, sarà anche una degustazione di vini tematici, di rarissima reperibilità e unici, offerti da cantine della Germania, Israele, Grecia-Monte Athos ed Italia: dall’Epifanis 2013 e Νama “Mylopotamos”, vino di Santa Eucaristia, del Mylopotamos Mount Athos, all’Harmonia Mundi 2017 di San Francesco della Vigna; dai vini Kosher Oberemmel Hütte Riesling trocken 2015 di Von Hövel, Castel Grand Vin 2016 e ‘C’ Blanc du Castel 2015 del Domaine du Castel, al Pro Missa, il vino da Messa dell’Abbazia di Praglia; dal Dominus Vino Bianco Passito 2016 e Le Tavole Vino Rosso Igt Isola Dei Nuraghi 2016 di Vini Evaristiano, all’Omnes Dies 2017, il vino da Messa dell’Abbazia di Novacella; dai vini da Messa Baglio Baiata, un rosso ed un bianco di Alagna Vini, al Vin Santo del Chianti Classico 2007 della Rocca di Montegrossi.

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