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IMBOTTIGLIAMENTO IN ZONA DI PRODUZIONE: LA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA DICE SI’

Italia
Stefano Campatelli, Direttore del Consorzio del Brunello di Montalcino

La Corte di Giustizia Europea ha dato ragione ai produttori della Rioja (Spagna), relativamente all'imbottigliamento in zona di produzione. La cronaca: il disciplinare di produzione del vino Rioja prevede l’obbligo dell'imbottigliamento in zona di produzione; il Belgio, ritenendo questa norma lesiva delle disposizioni sulle esportazioni all’interno dell’UE, aveva fatto ricorso presso la Corte di Giustizia Europea; la questione ha visto contrapposti la Danimarca, i Paesi Bassi, la Finlandia ed il Regno Unito, sostenitori delle tesi belghe e l’Italia, il Portogallo e la Commissione dell’Unione Europea, sostenitori della Rioja e della Spagna; la sentenza afferma che è giustificato da parte della Spagna consentire l'obbligo dell'imbottigliamento nella zona della Rioja.
“Tale sentenza - commenta Stefano campatelli, direttore del Consorzio del Brunello di Montalcino - ovviamente costituisce una pietra miliare nell’annosa questione dell'imbottigliamento in zona di produzione, con riflessi per tutti i paesi dell’Unione Europea ed in particolare per l’Italia. Per i produttori di Montalcino, si tratta di una questione di grande rilevanza, in quanto da sempre sostenitori dell'obbligo di imbottigliamento in zona. Come è noto, infatti, Montalcino ha inserito nei propri disciplinari (Brunello, Rosso, Moscadello) l’obbligo dell’imbottigliamento in zona, ritenendo che, con tale norma, si possa proteggere e valorizzare al meglio la produzione”. “Dal punto di vista strettamente tecnico, non si può sostenere - continua Stefano Campatelli - che l’imbottigliamento in zona di produzione sia di per se un fattore di qualità certo. Ovviamente è possibile immettere sul mercato dei vini imbottigliati in zona ma di qualità modesta, come del resto è possibile fare dei grandi vini imbottigliati fuori zona”.
Ma, allora, quali sono i vantaggi dell'imbottigliamento in zona di produzione? “Con tale norma - spiega il direttore del Consorzio del Brunello di Montalcinio - si impediscono delle situazioni assolutamente negative per un vino a Denominazione di Origine, quali la possibilità di imbottigliare anche fuori dall’Italia. E’ molto diffuso, infatti, l'imbottigliamento di alcuni vini doc e docg, ad esempio in Svizzera, realtà questa assolutamente negativa per l'immagine dei vini interessati; in secondo luogo, con l'imbottigliamento in zona è più facile, per gli organi preposti, controllare i prodotti, dato che non c’è dispersione in cantine distanti anche centinaia di chilometri dalla località principale della denominazione. Ma il vantaggio di gran lunga più importante è quello relativo alla possibilità di salvaguardare la specificità di un vino e di tutelare la fama connessa alla denominazione, aumentando così l’immagine del prodotto. In questo senso Montalcino è uno degli esempi che maggiormente hanno potuto beneficiare dell’obbligo d’imbottigliamento in zona, dato che la totalità dei produttori ha sempre creduto molto nei suoi benefici”. “Per i produttori di Montalcino - conclude Campatelli - la sentenza della Corte di Giustizia Europea deve essere ritenuta una garanzia relativamente al mantenimento della norma per il futuro. Ovviamente non può essere fatta una generalizzazione. Ogni zona deve poter decidere se inserire oppure no la disposizione. Devono essere i produttori a decidere se una tale norma è adeguata alla loro denominazione. Solo se partiamo dal riconoscimento di questo inderogabile principio potrà essere trovato un punto di incontro tra i sostenitori ed i detrattori dell'imbottigliamento in zona. Dopo tante polemiche, è arrivato il momento di trovare un accordo e chiudere l’annosa questione”.

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