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TENDENZE

In tempo di Covid il carrello della spesa è virtuale: si compra online e si mangia meno fuori casa

Sondaggio Cortilia: il lockdown e i mesi di pandemia hanno trasformato le scelte dei luoghi di acquisto e di fruizione dei pasti
CORTILIA, COVID, SPESA, Non Solo Vino
La spesa al tempo del Covid secondo Cortilia

Cambiano le abitudini e i luoghi che scegliamo per fare la spesa e allo stesso tempo diminuiscono i pranzi e le cene fuori casa. Il lockdown e i mesi di pandemia hanno trasformato il carrello e le modalità di fruizione dei pasti degli italiani. Un quadro che è mutato considerevolmente come si nota dal sondaggio che Cortilia, mercato agricolo online che mette in contatto i consumatori con agricoltori, allevatori e produttori artigianali. Il questionario, al quale hanno risposto oltre 4.200 clienti, si è concentrato su due aree tematiche: le abitudini di spesa e i consumi alimentari a casa e fuori casa, con una considerazione particolare per il momento della pausa pranzo, inevitabilmente condizionato dalle “nuove” modalità di lavoro implementate a seguito dell’emergenza sanitaria. Il periodo di emergenza sanitaria vissuto negli scorsi mesi, con le relative conseguenze sociali ed economiche, ha inevitabilmente modificato diversi aspetti dello stile di vita dei cittadini, così come ha influito sui loro comportamenti di acquisto.

Secondo quanto emerge dal sondaggio proposto da Cortilia, non fanno eccezione le abitudini legate al consumo di cibo. Oltre il 66% degli intervistati ha infatti dichiarato di aver cambiato consuetudini relative alla spesa alimentare rispetto a prima del lockdown. Nonostante per più della metà delle persone la frequenza della spesa alimentare sia rimasta la stessa (54%) a cambiare sono stati i canali di acquisto. Il 77% degli utenti ha risposto che prima della pandemia sceglieva il supermercato per i propri acquisti alimentari “spesso” o “sempre”, percentuale che adesso è scesa al 49%. A variare sono anche i dati sulla spesa online, da molti sperimentata per la prima volta durante la fase più critica dell’emergenza sanitaria per l’impossibilità di uscire di casa. Il 54% del campione ha affermato che prima del lockdown faceva la spesa online “raramente” o “mai”, percentuale ora scesa al 13% con il 25% che addirittura preferisce l’online “sempre” e il 61% “spesso”. Cambiamenti che si notano anche con l’aumento di oltre il 5% da parte di chi sceglie “spesso” il food delivery dai ristoranti. La scelta di fare la spesa online sembra essere ancora influenzata dalla percezione di sicurezza. Non a caso il 57,8% ritiene che ricevere la spesa a domicilio sia più sicuro di andarci personalmente. Per quanto riguarda il “basket” persiste l’abitudine, per molti acquisita durante l’emergenza, di comprare ingredienti o preparati per realizzare in casa prodotti da forno e pasticceria: oltre il 28% li acquista “più spesso” rispetto al passato. Anche il segmento dell’ortofrutta è cresciuto con il 31% dei consumatori che sostiene di acquistare “più spesso” questi prodotti, segno che il periodo storico vissuto ha lasciato nei consumatori una maggior consapevolezza dell’importanza di un’alimentazione bilanciata per preservare un buono stato di salute.

Capitolo consumi fuori casa. Ben il 61,4% degli intervistati ha cambiato abitudini di lavoro dopo l’emergenza sanitaria. Il 39,2%, attualmente, svolge il proprio lavoro in parte in ufficio e in parte a casa contro un 30% operativo solo dalla sede di lavoro e un 30,8% esclusivamente da casa. In questo contesto è inevitabile che le tendenze di consumo alimentare fuori casa finiscono per variare. Una buona parte degli utenti ha confermato di mangiare fuori casa “meno spesso” rispetto a prima del lockdown, soprattutto nel caso del pranzo (66,43%) e della cena (68,36%).

Mangiare fuori casa è percepito come “meno sicuro” dal 72,4% dei clienti coinvolti e non è compensato dall’organizzazione di cene con ospiti in casa
: il 64% ha dichiarato di invitare gli amici a cena “meno spesso” di prima. Significativo il dato sul pranzo fuori casa che nel 47,7% dei casi è consumato al bar o al ristorante e per il 42,7% è portato da casa. Solo il 9,6% usufruisce di una mensa aziendale. La quasi totalità di chi ha la possibilità di lavorare da remoto consuma piatti preparati in casa (94,8%). Il nuovo contesto sociale e le nuove situazioni lavorative corrispondono per il 48,2% dei contatti a un miglioramento della qualità della propria alimentazione. Al contempo, però, il 48,2% ha dichiarato di avere una vita più sedentaria rispetto al periodo pre-Covid.

“Questa situazione di crisi, che tutti speriamo possa giungere al termine il prima possibile, ha avuto tra i suoi effetti anche quello di rompere molti pregiudizi e diffidenze nei confronti dell’e-commerce - ha commentato Marco Porcaro, Ceo&Founder di Cortilia - lo sdoganamento del digitale sta portando a un vero e proprio consolidamento delle abitudini di spesa. L’accelerazione che ci aspettavamo sta avvenendo: ce lo conferma il 25% degli intervistati, che ha dichiarato di usare sempre canali digitali per gli acquisti di prodotti alimentari”.

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