Alimento simbolo della Dieta Mediterranea, l’olio extravergine d’oliva è, da millenni, molto più di un semplice ingrediente: è una coltura che unisce i popoli del Mediterraneo, un linguaggio comune fatto di paesaggi, saperi e rituali quotidiani. Nel cuore dell’Egeo turco, dove l’olivo accompagna la vita delle comunità da oltre 250 anni, questo patrimonio prende forma in un luogo che ribalta l’idea stessa di biblioteca e trasforma l’olio in un racconto da esplorare con i sensi: è la Yücel Sönmez Olive Oil Library, prima Biblioteca al mondo interamente dedicata all’olio extravergine, inaugurata nel villaggio di Orhanlı, nella provincia di İzmir, all’interno del Sevilma Garden, una fattoria olivicola agroecologica definita la prima Slow Food Farm della Turchia.
Il progetto, sviluppato dal produttore turco di olio extravergine d’oliva Sevilma Zeytinyağları, è dedicato al giornalista Yücel Sönmez, storico travel editor di Hürriyet Seyahat scomparso nel 2025, la cui eredità narrativa ispira l’identità dell’iniziativa, come racconta Hürriyet Daily News, il più antico quotidiano anglofono della Turchia, fondato nel 1961 ad Istanbul ed oggi parte del Demirören Media Group. Sugli scaffali non ci sono volumi, ma una selezione curata di 75 varietà di oli provenienti da Anatolia, Europa, Asia, Africa e Americhe, concepita come una mappa comparata dell’olivicoltura contemporanea, pensata per confrontare origini, varietà, tecniche di estrazione ed approcci agronomici.
Il cuore dell’esperienza è rappresentato dalle degustazioni guidate, vere e proprie “letture sensoriali”, in cui ogni olio è accompagnato da informazioni su clima, suolo, metodi produttivi e contesto culturale, restituendo l’olio non come semplice alimento ma come espressione di geografia ed eredità culturale. “L’iniziativa si rivolge a chef, sommelier dell’olio, ricercatori, produttori e appassionati, evitando qualsiasi logica competitiva e privilegiando il dialogo tra diversità e abbinamenti gastronomici”, come sottolinea il fondatore di Sevilma Güven Eken, per il quale “l’olio riflette la geografia, l’ecologia e la cultura da cui proviene”. Visitabile su prenotazione e inserita in un’offerta più ampia che include esperienze negli oliveti e percorsi formativi, la biblioteca si propone come un nuovo punto di riferimento per l’olioturismo e come modello replicabile per territori che vogliono valorizzare la propria cultura agricola attraverso il racconto dell’olio.
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