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LA CURIOSITÀ

Investire in ricerca e tecnologia per migliorare viticoltura e qualità del vino, la strada di Cavit

Per il colosso della cooperazione trentina si va verso la messa a punto di “Fruitipy”, per analisi delle uve “real time”, direttamente in vigna
CAVIT, SOSTENIBILITA, TECNOLOGIA, vino, VITICOLTURA, Italia
I vigneti di Cavit in Val di Cembra

La tecnologia è sempre più al servizio della viticoltura, tra sostenibilità ambientale, interventi di precisione e tempestività nell'intervenire in caso di necessità, ma anche di vendemmiare per garantire una sempre migliore qualità e salubrità dei vini. E sono sempre di più che le cantine che, da sole o in gruppo, investono in questo senso. Come Cavit, colosso della cooperazione trentina (il 70% della produzione provinciale, grazie a 7.000 ettari vitati e 4.500 soci viticoltori, ed un fatturato 2018 di 190,5 milioni di euro) che, già nel 2010, ha lanciato il progetto Pica (Piattaforma Integrata Cartografica Agri-vitivinicola), e che ora punta alla messa punto, dopo tre anni di sperimentazione sul campo, del progetto Fruitipy, un moderno sistema di controllo dello stato di maturazione delle uve, realizzato da Cavit in collaborazione con la Fondazione Bruno Kessler.
“Un sistema che, grazie all'utilizzo di speciali spettrometri portatili - spiega la cooperativa - permette di effettuare direttamente nel vigneto le stesse analisi fino ad oggi realizzabili in laboratorio. Dal 2017, con Fruitipy il team di agronomi Cavit, che durante l'anno offre un fondamentale servizio di assistenza e supporto tecnico sul campo ai 4.500 viticoltori associati. è allo studio per rilevare in modo immediato tanto il livello di zuccheri che la presenza di componenti acide, puntando i sensori direttamente sui grappoli. Informazioni continuamente aggiornate e consultabili online dai tecnici sulla piattaforma Pica”.
“Ci son voluti ben tre anni dalla prima applicazione per rendere questa tecnologia performante. Con la vendemmia imminente, il nostro obiettivo è quello di raggiungere la perfetta taratura dell’apparecchiatura confrontando i dati con i valori riscontrati in laboratorio”, racconta Andrea Faustini, enologo e responsabile scientifico del team agronomico Cavit. “Il nostro obiettivo è quello di rendere sempre più precisa la definizione del momento ottimale in cui effettuare la vendemmia per ogni vigneto. Infatti, con Fruitipy riusciamo a velocizzare e moltiplicare considerevolmente i processi di analisi adottando una modalità assolutamente non invasiva rispetto alle tradizionali procedure che prevedono il taglio di campioni dalle viti e il loro successivo invio in laboratorio”.
Ma le applicazioni di Fruitipy non finiscono qui: attraverso un sofisticato algoritmo basato sulle tecnologie di intelligenza artificiale e deep learning (in fase di implementazione, sempre in collaborazione con Fondazione Bruno Kessler) è possibile - partendo da fotografie e filmati dei vigneti realizzati via smartphone con un’App dedicata - stabilire con elevato grado di precisione la quantità di uva in pianta stimando precedentemente i volumi di vendemmia in ogni zona.
“Per salvaguardare la qualità e la tradizione trentina che hanno reso i nostri vini un prodotto d’eccellenza a livello mondiale, Cavit adotta una strategia fortemente incentrata sull’innovazione al servizio della sostenibilità, valore fondamentale per i nostri viticoltori, oggi imprescindibile per il successo sui mercati internazionali”, conclude Lorenzo Libera, Presidente Cavit. “Grazie ai costanti e ingenti investimenti in ricerca e sviluppo, che solo un Gruppo con solide basi finanziarie come il nostro può sostenere, siamo in grado di supportare il lavoro in vigna con professionisti altamente qualificati e tecnologie sempre all’avanguardia”.

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