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Italia Oggi

Vini toscani - Castello Ama: ricavi a 3,5 mlm Euro ... Un fatturato 2001 di oltre 3,5 milioni di euro, che, entro il 2004, dovrebbe crescere fino a 4,5 milioni. E’ in forte crescita l’attività imprenditoriale del Castello di Ama, piccolo borgo tra Gaiole e Radda, uno dei marchi più noti della vitivinicoltura toscana. “Viviamo un momento bellissimo. Finalmente il vino italiano è stato valorizzato nel mondo”, ha affermato Lorenza Sebasti, amministratori delegato di Castello di Ama. Eppure, rispetto ad altri blasonati concorrenti, l’azienda è relativamente giovane.
E’ stata fondata nel 1972 da quattro famiglie di origini romane, Carini, Cavanna, Sebasti e Tradico. Ogni anno produce in media 300 mila bottiglie di vini rossi, coltivati su una superficie complessiva di 250 ettari, di cui 90 a vigneto specializzato e 40 a oliveto. “Tutti i vini di Castello di Ama”, ha spiegato l’a.d., “sono di fascia medio-alta, dai 15 agli 80 euro a bottiglia, e sono il risultato esclusivo delle uve coltivate nella proprietà”. Questione non banale, dato che nella zona del Chianti ancora non è stato del tutto eliminato il problema dell’utilizzo fraudolento di uve da taglio prodotto in zone diverse da quella a denominazione di origine controllata. La resa per ettaro è limitata a 35 ettolitri di vino, grazie a un particolare sistema di potatura, studiato per aumentare gli standard di qualità. Da questa scelta è derivato, nel corso degli anni, un progressivo ridimensionamento delle produzioni (-35% il numero delle bottiglie commercializzate), nonostante le acquisizioni abbiano fatto raddoppiare gli ettari del vigneto. Tuttavia la crescita della qualità è stata inversamente proporzionale alla riduzione della produzione.
Il 60% delle bottiglie è destinato al mercato interno, mentre il restante 40% è esportato principalmente sui mercati tedesco, statunitense, giapponese, svizzero e scandinavo. “In Italia”, ha concluso Sebasti, “ i nostri prodotti sono distribuiti soprattutto nelle regioni del Centronord, ma siamo presenti anche al Sud e la distribuzione punta soprattutto su enoteche e ristorazione di fascia medio-alta”.

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