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Italia Oggi

Vino, si distilla troppo. Vengono stanziati 700 milioni nell'Ue. Confagricoltura chiede misure strutturali e di sviluppo ... I due terzi del bilancio europeo per il settore vitivinicolo sono destinati al governo delle eccedenze di produzione. La sola distillazione e il relativo stoccaggio dell’alcool assorbono 700 milioni di euro, su un bilancio complessivo di 1,3 miliardi di euro. La spesa europea per i programmi di riconversione e ristrutturazione, invece, ammonta a 450 milioni di euro all’anno: circa il 36% del budget. “Questi dati - spiega Confagricoltura - dimostrano in modo inequivocabile che si spende più per distillare che per migliorare e valorizzare la produzione”.

Nelle prossime settimane, entrerà nel vivo il dibattito sulla riforma della politica europea nel settore vitivinicolo. Sarà quella l’occasione, secondo Confagricoltura, per mettere alla prova le reali intenzioni della Comunità. Le manifestazioni di protesta delle ultime settimane in alcune regioni d’Italia dimostrano che siamo in presenza di un malessere diffuso, che richiede risposte adeguate ed urgenti.

“E’ necessario - evidenzia Confagricoltura - mettere un argine alla difficile situazione che si è determinata per effetto del disequilibrio di mercato tra domanda e offerta, lavorando su due distinti piani: quello dell’emergenza, con misure specifiche per scongiurare la crisi di reddito delle aziende agricole; e con interventi di ampio respiro, da assumere a livello europeo e nazionale, per conferire stabilità ed assicurare competitività e trasparenza al mercato del vino”.

Il consumo di vino in Italia, Francia e Spagna è diminuito di circa il 50% dagli inizi degli anni ’80 ad oggi e negli ultimi anni il trend discendente non si è arrestato. Secondo gli ultimi dati disponibili, la domanda di vino a livello europeo (Unione Europea a 15) è scesa da 127 milioni di ettolitri nel 2002-2003 a 121 milioni di ettolitri nel 2004-2005. Nel frattempo diventa sempre più aggressiva e penetrante, la presenza nel mercato internazionale ed in quello domestico dei nuovi Paesi produttori, che hanno raggiunto livelli di concorrenzialità elevati, non solo in termini di prezzo, ma anche di qualità e diversificazione dell’offerta.

Secondo Confagricoltura, la nuova Ocm dovrà essere più orientata alla riqualificazione, al controllo del potenziale produttivo e agli interventi per sviluppare la commercializzazione, l’innovazione e la penetrazione nei mercati internazionali ...

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