02-Planeta_manchette_175x100
Allegrini 2018

Italia Oggi

Le Strade del vino affare potenziale… Le Strade del vino sono un business potenziale da milioni di euro ma per il quale l’Italia non ha ancora conquistato un posto di rilievo in Europa. Sono ancora troppo poche, ancor meno funzionano come dovrebbero, ma le possibilità di sviluppo sono enormi. E ‘questo in sintesi il risultato del IV Rapporto Città del vino/Censis d cui, fra l’altro, si è discusso nella convention d’autunno dell’associazione che riunisce i comuni italiani all’insegna di Bacco. Nelle terre del Primitivo tra Mandria e Lizzano, entrambe patria di un Doc con il loro nome, i circa 200 sindaci arrivati da tutta Italia hanno discusso delle Strade del Vino che rappresentano una concreta opportunità di crescita socio-economica per il loro territori. Il quadro generale a distanza di sei anni dalla legge istituiva, non è esaltante: Secondo il IV Rapporto sull’enoturismo sono appena 18 su 122 le Strade di alto livello enoturistico, otto sono in via di progressiva organizzazione, 20 in fase d’avviamento e 38 a livello di take off, 28 non ancora operative. “Si rischia di perdere una grande occasione – ha commentato Floriano Zambon, presidente dell’Associazione nazionale città del vino e neopresidente di Recevin, la Rete europea delle città del vino, con città francesi, portoghesi, spagnole, austriache ,greche, slovene e ungheresi. In totale nelle 112 Strade del vino italiane ci sarebbero 4 milioni di enoturisti praticanti e circa 2,5 miliardi di euro in consumi enoturistici. In dettaglio però guardando al campione di 54 strade su cui si è concentrata l’analisi, emerge che le vacanze enogastronomiche, perlopiù, sono un obiettivo lontano cime avviene pure per la Strade del vino della Mandria, che nella classifica generale si trova al 51° posto. “Sa qui la necessità di organizzare meglio l’offerta turistica – ha sottolineato il presidente Zambon. “In Puglia l’impegno per nuove strategie, comunicazione e pacchetti enoturistici da offrire sul mercato è molto forte” ha evidenziato il coordinatore regionale e sindaco di Lizzano Antonio Cavallo. Ma vediamo le occasioni colte e perdute che significato economico hanno. Tradotto in cifre il fatturato delle Strade del vino di primo livello si aggira sugli 800 mila euro, altri 300 mila euro sono imputabili al gruppo delle Strade di secondo livello, 400 mila euro per il gruppo di quarto livello. Sono numeri che possono crescere, se è vero che negli ultimi dieci anni i turisti enogastronomici sono aumentati al ritmo del 6% l’anno. Anzi, secondo il Rapporto delle Città del Vino nei prossimi cinque anni si prevede un saldo aggiuntivo di un milione di enoturisti praticanti e altri 2 miliardi di euro di fatturato aggiuntivo. Al primo posto su 84 Strade c’è la Vernaccia di San Gimignano e altre che funzionano sono per lo più localizzate in territori di forte attrattività e alto livello organizzativo vitivinicolo, come il Chianti classico, il Collio, le Langhe (arretrato del 19 novembre 2005).

Copyright © 2000/2018


Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit


Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2018

Pubblicato su

Altri articoli