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Italia Oggi

Biologico italiano vincente all’estero ... Italia nazione dell’anno al Biofach di Norimberga Il biologico italiano vince all’estero. L’Italia sarà infatti il paese dell’anno al Biofach, fiera del biologico di Norimberga, in programma dal 15 al 18 febbraio. Il Belpaese è così l’unica nazione a venire premiata per la seconda volta, dopo quella del 1999. Un riconoscimento che sottolinea gli investimenti tricolore nel settore ma soprattutto il ruolo di leader nella produzione biologica detenuto dall’Italia in Europa. “Sì tratta dì una grande occasione di visibilità per la nostra produzione sul mercato tedesco e su quelli vicini”, ha spiegato Marco Cimini, direttore degli uffici Ice in Germania.
La presenza italiana a Norimberga, con quasi 300 espositori, è seconda infatti solo a quella dei padroni dì casa che detengono anche la maggiore fetta del biomercato in Europa. Un mercato, quello tedesco, che sfiora i 4 miliardi di euro ranno nonostante la produzione minore rispetto a Italia, Spagna e Francia, ma che guida li biologico europeo grazie anche alla grande distribuzione. La Germania si configura dunque come mercato strategico per i produttori italiani che, nonostante la maggior superficie coltivata a biologico d’Europa, scontano invece un mercato indoor dai prezzi ancora elevati e che registra solo 1,3% delle vendite alimentari nella grande distribuzione. Considerato ancora un prodotto di lusso, il biologico italiano ha subito un calo dopo il boom di fine anni 90 e guarda oggi all’export nel Vecchio continente come primo sbocco.
A tutt’oggi il vino biologico italiano costituisce il 72% del totale di quello esportato in Europa. Secondo Nomisma infatti nel 2009 i paesi dell’Ue costituiranno il 54% del giro d’affari della produzione italiana, guidati dalla Germania, leader nell’importazione dì pasta, olio e vino biologici. Il mercato interno tricolore vale comunque quasi 1,7 miliardi di euro. Un mercato sul quale si sono affacciate già dal 2000 molte catene straniere, Carrefour, Despar e Auchan in testa, approfittando di un offerta interna che conta ancora oggi solo su circa 50 supermercati specializzati, contro i 360 tedeschi. Anche nel biologico, dunque, la distribuzione sembra essere il tallone d’Achille dell’alimentare italiano, fortissimo sulla carta, ma difficile da trovare sugli scaffali stranieri dovendo passare attraverso i supermercati tedeschi, francesi e spagnoli che chiedono spesso grossi investimenti in pubblicità prima di esporre i prodotti.
(arretrato di Italia Oggi del 1 novembre 2006) 

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