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Italia Oggi

Italia-Cina, niente più competizione ... C’è clima di collaborazione ma dobbiamo fare ancora molto. Il ministro De Castro ieri al debutto, a Shanghai, della 1° edizione di Vinitaly China & Cibus 2006... “Un evento molto importante questo di Shanghai, perché arriva in un momento propizio per i rapporti fra Italia e Cina. Un clima di collaborazione e non più di competizione che non dobbiamo farci sfuggire. Sono tanti i punti in comune ma dobbiamo ancora fare molto. Ora è il momento di cogliere questo clima”. Con questo auspicio il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Paolo De Castro, che ieri ha concluso la tre giorni in Cina dopo gli incontri con le autorità nazionali cinesi a Pechino, ha tagliato il nastro della prima edizione di Vinitaly-China e Cibus 2006, evento espositivo dedicato al food & drink italiano. Sin dal primo giorno, alla presenza, tra gli altri, del ministro De Castro, del presidente di Federalimentare, Luigi Rossi di Montelera, e dei presidenti di Verona Fiere e Fiere di Parma, la manifestazione, sembra essere partita con il piede giusto, registrando grande interesse da parte dei cinesi, che rappresentano per il made in Italy alimentare un’importante sfida (circa 200 le aziende che hanno risposto all’appello e 6mila visitatori professionali attesi).
Infatti, da un lato, con il suo miliardo e 350 milioni di abitanti la Cina si presenta come un paese-mercato dalle enormi potenzialità per il futuro. Dall’altro, come ha sintetizzato Annibale Pancrazio (consigliere incaricato di Federalimentare e vice capo delegazione dell’industria alimentare a Shanghai), “a causa di una burocrazia che limita l’importazione di alimenti, di una scarsa conoscenza della dieta mediterranea, della assenza di una grande catena distributiva italiana, e della scarsa sensibilità dei nostri imprenditori alle esigenze della distribuzione e dei consumatori cinesi, non ha ancora prodotto i risultati che auspichiamo”. È per questo che Federalimentare e Fiere di Parma hanno deciso di presentare a Shanghai, accanto a Vinitaly, che ormai da anni ha portato i nostri vini in Cina, Cibus, il grande salone dell’industria alimentare italiana.
E sull’importanza della Cina per l’Italia è tornato ancora De Castro: “I numeri della nostra presenza sono ancora bassi, ma con tassi di crescita forti e se non investiamo in questi mercati non saprei dove suggerire di andare. Questa manifestazione di Shanghai”, ha aggiunto De Castro, “è la dimostrazione della necessità di un gioco di squadra”. In che modo? A rispondere è stato Emilio De Piazza, presidente di Buonitalia: “Abbiamo messo a punto una particolare strategia per accrescere le quote di export e la Cina rientra, chiaramente, tra mercati obiettivo”. “Buonitalia”, ha proseguito De Piazza, “vuole innanzitutto aiutare tutte quelle imprese intenzionate a essere presenti in maniera strutturata e organizzata sul mercato cinese, che abbiano una produzione di qualità rappresentativa del sistema agroalimentare italiano e soprattutto in grado di collocarsi e affermarsi su questo mercato, a sviluppare relazioni dirette sul luogo”. Intanto giungono buone notizie per Food&Wine italiani da Shanghai: nei primi sei mesi di quest’anno raddoppia l’export di vino e di generi alimentari. “Un primato costruito in lunghi anni di lavoro e che oggi viene festeggiato con dati importanti per il settore: 100% di aumento in valore delle vendite di vino in un solo anno che raggiungerà a fine 2006 i 10 milioni di euro, mentre i consumi sono passati dal 2004 a oggi da uno storico e statico 0,3 a 1,15 litri pro capite”, ha annunciato il direttore generale di Verona Fiere, Giovanni Mantovani.

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