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Italia Oggi

Made in Italy, una petizione per la 204/04 ... Difendere la legge 204 per combattere il mercato mondiale delle imitazioni di prodotti alimentari Made in Italy. È uno dei motivi per cui Coldiretti e Slow Food Italia hanno aperto a Verona, in concomitanza con il Vinitaly, la raccolta firme per difendere l’etichetta per conoscere l’origine dal cibi.
L’obiettivo è di raggiungere almeno 3 milioni di firme per chiedere ai deputati italiani di sostenere la legge 204 del 3 agosto 2004, che obbliga ad indicare la provenienza dei prodotti agricoli contenuti in tutti gli alimenti. Infatti, il disegno di legge comunitaria 2007, in discussione in Parlamento, prevede l’abrogazione di alcuni articoli che impongono l’apposizione della dicitura “italiano” sulle etichette dell’olio, della pasta, delle bevande, delle carni bianche e di altri prodotti tipici dell’agro-alimentare italiano. Un mercato che, secondo le stime di Coldiretti, vale 50 miliardi di euro, pari a circa la metà dell’intero fatturato del settore originale. Secondo l’Unione europea, che ha ricevuto un ricorso presentato da Federalimentare, la legge sarebbe di ostacolo al libero mercato e alla concorrenza.
“Se un milione e 500 mila firme non sono bastate a far applicare la legge”, hanno affermato il presidente di Slow Food Italia, Roberto Burdese e il presidente di Coldiretti, Sergio Marini, ne raccoglieremo il doppio e le presenteremo in parlamento”. Per l’ex Ministro per le politiche agricole Gianni Alemanno c’è stato un “eccesso di zelo da parte del Governo perchè contro la legge 204 del 2004 non c’era nessuna procedura di infrazione da parte dell’Ue. In sede parlamentare non si potrà non tener conto del fatto che su queste norme c’è già stata una decisione unanime e un’iniziativa popolare. Questa norma non vieta niente a nessuno chiede solo una atto di trasparenza nei confronti dei consumatori. Ed è un passo significativo di una battaglia da condurre in sede Ue e in sede Wto”. Ma anche dal centrosinistra c’è volontà nel salvare la legge.
“È possibile modificare in parlamento la Comunitaria 2007”, ha affermato il capogruppo dell’Ulivo, Dario Franceschini, “ripristinando le norme sull’etichetta di origine. L’Italia deve investire sul proprio territorio e salvaguardare il proprio patrimonio dato dal sistema Italia. Si possono copiare molti prodotti italiani e molti infatti vengono copiati ma non si può copiare il sistema Italia nel suo complesso. Dobbiamo quindi difendere la qualità italiana e serve un’azione forte su Bruxelles in questo senso”.

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