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Italia Oggi

Quel decreto che piace ai consorzi ... Le reazioni al provvedimento firmato mercoledì sera dal ministro De Castro. Era atteso da anni. La filiera produttiva plaude al restyling dei controlli sui vini... Il decreto che stabilisce potestà e metodi di controllo sui vini Doc e Docg è stato firmato. Lo ha confermato giovedì a Verona il ministro delle politiche agricole, Paolo De Castro. Il provvedimento era atteso da anni. Dopo la prima fase sperimentale, affidata oltre tre anni fa a una ventina di consorzi, doveva infatti subentrare la fase definitiva, allargata a tutti i soggetti delegati ai controlli sulla filiera. Invece, si è arrivati al marzo 2007 per registrare la firma. Un ritardo dovuto a forti resistenze ben identificate dal mondo dei produttori; resistenze incentrate soprattutto sul concetto che nessuno dovrebbe mettere il naso negli affari e nelle cantine di nessuno; una politica delle mani libere, che pero, alla fine, è stata messa, seppur con molta fatica, in minoranza. Eppure, in questi anni, erano intervenuti ben due accordi tra stato e regioni e un decreto, il 4 agosto scorso, che, su richiesta dei consorzi e dei produttori delegava le sanzioni post controlli all’Icq (istituto controllo qualità), l’ex ufficio repressione frodi del Mipaf.
Ora, come recita il testo del decreto, occorrerà aspettare alcune norme attuative, ma il più è fatto, sempre che non vi siano colpi di coda in sede di dibattito parlamentare e di conversione in legge. Restando però all’oggi, il clima in tutti i consorzi di tutela è molto positivo. Commenta Riccardo Ricci Curbastro, presidente di Federdoc: “Era un documento atteso da tempo e, soprattutto, condiviso unanimemente da stato e regioni. Grazie ai risultati ottenuti in questi anni dai consorzi di tutela, ora il vino italiano di qualità ha un’arma in più per combattere soprattutto sui mercati esteri”. Sulla stessa linea tutti i direttori dei consorzi, che Italia Oggi ha raggiunto proprio alla vigilia del Vinitaly.
Per Giancarlo Vettorello, direttore del Consorzio di tutela del Prosecco doc di Conegliano e Valdobbiadene, “la sperimentazione è stata lunga, ma ha permesso di monitorare nel tempo il 50% del vino a denominazione. Con il decreto si dà attuazione a norme condivise dai produttori e si permette di valorizzare ancora di più la qualità, una scelta inevitabile, soprattutto sul fronte dell’export”.
Paolo Bianchi, direttore del Consorzio del Collio, esprime grossa soddisfazione. “Non nascondo che, nei tre anni di sperimentazione, qualche problema c’è stato con i produttori, che si lamentavano della disparità di trattamento tra chi doveva adeguarsi ai controlli e chi no, ma, con questa norma, ora le ultime lamentele cadranno”.
“Per tre anni” dice a sua volta Claudio Salaris, direttore dei Consorzio Barolo, Barbaresco, Langhe e Roero, “abbiamo condotto controlli solo sulle due nostre Docg (Barolo e Barbaresco, ndr); se tutto procederà speditamente, potremo estendere i controlli sulle altre denominazioni già a partire dalla prossima vendemmia”. Ugualmente soddisfatto e molto tranquillo Adriano Baffelli che guida il Consorzio della Franciacorta. Qui il controllo di filiera e il coordinamento sono stati sempre un vangelo e non hanno mai creato problemi tra i produttori aderenti al consorzio. Esultano invece nell’Astigiano e a Montalcino.
Ezia Pelissetti, che dirige il consorzio dell’Asti, rivendica l’ideazione (lui la definisce, minimizzando, la “colpevolezza”), anni fa, del sistema di controlli erga omnes. “Siamo in trincea da otto anni”, afferma, “per ottenere una filiera trasparente, che dia sicurezza e certezze al consumatore. Se ci sono certezze e quindi solidità di mercato, anche i produttori sono più propensi a rischiare per elevare ulteriormente qualità e produzione”.
Gli fa eco Stefano Campatelli, direttore del Consorzio del Brunello di Montalcino: “La firma a questo decreto”, sottolinea, “suggella quanto abbiamo continuato a fare in questi tre anni, E da allora, a Montalcino, se ne sono fatti di progressi in materia di trasparenza. Grazie al numero progressivo sulla fascetta della bottiglia, ogni consumatore può verificare su internet tutto il percorso che essa ha fatto. Ora stiamo estendendo questa verifica anche al Rosso di Montalcino. li sistema funziona e funzionerà ancora meglio quando l’intero sistema delle denominazioni sarà pienamente a regime”.

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