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Italia Oggi

Parola alla diplomazia ... L’Ue vuole competitività e meno costi Vinitaly 2007. Convegno Coldiretti sulla riforma dell’Ocm... L’ipotesi su cui si basa la riforma dell’Ocm vino va discussa a lungo in sede comunitaria, per difendere le peculiarità e la qualità del prodotto italiano.
È questo il messaggio uscito ieri dal convegno organizzato dalla Coldiretti a Vinitaly, cui hanno preso parte rappresentanti della Commissione europea, del ministero delle politiche agricole, docenti universitari. L’ipotesi di riforma parte dal presupposto che il settore costa troppo all’Europa; per ridurre i costi e aumentare la competitività sono state avanzate alcune ipotesi: tra queste, lo sradicamento di 400 mila ettari di vigneto comunitario in cinque anni su base volontaria, la fine dei finanziamenti per la distillazione delle eccedenze, il taglio degli aiuti ai mosti e al saccarosio, la liberalizzazione dei diritti d’impianto.
È un’impalcatura che, come noto, è influenzata dalle pressioni degli stati del Nord Europa, a scarsa vocazione vitivinicola, ma osteggiata dai grandi produttori, come Italia, Francia e Spagna. Innanzitutto, l’eliminazione di 400 mila ettari di vigneto, se ha la finalità di ridurre le produzioni di minore qualità e di ridurre il numero dei produttori non in grado di sostenere i continui salti di qualità, che il mercato esige, non garantisce, a detta della Coldiretti, una reale, maggiore competitività; i concorrenti esterni, infatti, hanno avuto tutto il tempo di moltiplicare le loro superfici vitate e non saranno certo disposti a ridurle per rendere omogenea la loro strategia con quella Ue.
I vignaioli europei, dunque, si troverebbero ancora di più svantaggiati rispetto a ora. Quanto alla fine dei finanziamenti per la distillazione delle eccedenze, l’Italia si trova sostanzialmente d’accordo, ma chiede gradualità e flessibilità. Il taglio dei finanziamenti ai mosti e agli zuccheri è un’iniziativa accolta con favore, ma a patto che ci sia reale reciprocità tra paesi aderenti. Come ha sottolineato il dirigente del ministero, Mario Catania, segnali non incoraggianti già ci sono nell’aria, con Francia e alcuni stati del Nord Europa disposti a mantenere i finanziamenti allo zuccheraggio e a eliminarli per i mosti; se questa linea dovesse passare, la posizione italiana sarà intransigente; poco realizzabile, per Catania, l’apertura ai mosti extra-Ue, che vede il no deciso di tutti i principali paesi europei. Altro nodo è l’eliminazione dei diritti d’impianto.
Chiara la posizione ufficiale italiana: l’operazione va svolta con un’attenta tempistica per permettere a chi ha rinnovato i vigneti in questi ultimi anni un adeguato periodo di ammortamento. Le due date del 2010 e del 2013 proposte dalla Commissione Ue sembra non applicabili e destinate ad allungarsi. Infine, l’etichettatura dei vini non a denominazione, che dovrebbe contenere nome del vitigno e anno di vendemmia. Per il ministero il no pregiudiziale dei produttori è forse eccessivo, ma la domanda è un’altra: chi sarà in grado di eseguire i controlli anche su questi vini? I costi sarebbero ingentissimi (e non stimati dall’Ue) e il risultato tutto da verificare.

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