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Italia Oggi

La riforma dell’Ocm vino nella morsa zuccherina ... Ministri europei divisi. Venti stati contro il divieto allo zuccheraggio… Nessun progresso e palla ancora al centro al Consiglio dei ministri dell’agricoltura europei per quanto riguarda l’approvazione della riforma del mercato del vino. Almeno finché il prossimo 26 novembre, in occasione di una nuova riunione dei ministri europei, il Portogallo, che detiene la presidenza di turno della Ue, non avanzerà un testo di compromesso sulla proposta avanzata lo scorso luglio dalla commissaria europea all’agricoltura, Mariann Fischer Boel. Solo allora scatteranno i negoziati trilaterali e i Ventisette dovranno affrettarsi a trovare una posizione comune.
I temi scottanti restano sempre gli stessi, anche dopo il Consiglio dei ministri che si è riunito in settimana a Strasburgo: ovvero il tema dello zuccheraggio, i criteri per l’assegnazione delle enveloppe nazionali e la questione dell’etichettatura dei vini. Non si scioglie quella valanga di no rappresentata dai venti paesi che si oppongono ai tentativi di Bruxelles di fare accettare il divieto dello zuccheraggio nella produzione di vino. La proposta della Fischer Boel è sostenuta con forza solo dall’Italia e dai partner mediterranei: Spagna, Grecia, Malta e Cipro. Proprio sullo zuccheraggio si concentrano le critiche della Repubblica Ceca che vanta una vasta produzione di vini nel Sud e che è pronta a dare battaglia, insieme ai produttori tedeschi e slovacchi. Il ministro De Castro ha chiesto a Fischer Boel di mantenere ferma la proposta di divieto precisando che, nel caso in cui lo zuccheraggio dovesse essere confermato, l’Italia chiederà il mantenimento dell’aiuto ai mosti (circa 260 milioni di euro), ma al di fuori del pacchetto di fondi Ue agli stati membri e la presenza di zucchero dovrà poi essere ripresa in etichetta. Un altro punto controverso riguarda le norme di etichettatura.
Tra gli oppositori c’è ancora Praga. L’Ue vuole basare il concetto di vino di qualità sull’origine geografica invece che sul vitigno e sull’annata, come invece d’uso in alcuni paesi dell’Europa centrale. I vini si divideranno in vini a indicazione geografica protetta (Igp) e in vini a denominazione di origine protetta (Dop). Inoltre nove paesi contestano la chiave di ripartizione per l’assegnazione delle enveloppe nazionali. Si vuole chiarire quali interventi e con quali modalità saranno finanziati con i fondi Ue. L’Italia e altri partner, tra cui Germania e Francia, non vogliono mollare su questo punto. Nel grande puzzle non trova collocazione nemmeno la proposta relativa alla soppressione di 200 mila ettari di vigneti europei. Per De Castro la proposta ha un peso eccessivo e quindi dovrebbe essere ridimensionata e articolata su tre anni e non cinque. Sebbene l’approvazione della riforma sia una delle priorità della presidenza portoghese dell’Ue, esistono dei dubbi circa il raggiungimento di un accordo entro la fine del 2007. I negoziati si annunciano molto lunghi ed esiste anche la possibilità, seppure remota, che la proposta possa tornare al mittente, è cioè alla Commissione Ue.

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