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Italia Oggi

L’Ornellaia, calici esteri e vino deluxe ... Strategie... Ornellaia luxury, ca va sans dir... Per La tenuta di Bolgheri nel Livornese, fondata nei 1981 da Ludovico Antinori e oggi in capo a una holding de’ Frescobaldi il posizionamento nella fascia di qualità altissima è ormai una rotta da seguire.
Irrinunciabile, obbligata dall’esiguità della produzione e con una sola mission in fatto di comunicazione: Ornellaia diventi sinonimo di esclusività, specie sui mercati esteri. Ornellaia che, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, a fine 2007 ha fatturato 16,5 milioni di euro (+15% sul 2006). Quattro i vini prodotti:
- il Masseto, un Cru di Merlot nato nel 1986 e vinificato in purezza, ricercato dai collezionisti, battutissimo alle aste internazionali di settore. L’annata 2001 ha ricevuto un punteggio di 100/100 da Wine Spectator, la rivista americana del settore;
- l’Ornellaia, frutto dal 1985 di una selezione di Cabernet Sauvignon, Merlot, Cabernet Franc e Petit Verdot. Nel 1998 la bibbia Usa del vino l’ha definito “miglior vino del mondo”. Il 31 ottobre scorso una bottiglia (una Salmanazar da nove litri) contenente un esemplare unico di Ornellaia 2005 en primeur, creato per festeggiare i 20 anni, è stuta battuta da Christie’s a New York per ben 33,600 euro;
- Le Serre Nuove, considerato “il secondo vino della Tenuta”, nato nel 1997;
- Le Volte, cuvée che assembla i terrori della Toscana e abbina Sangiovese (50%) con Cabernet (25%) e Merlot (25%).
Nel 2007 Tenuta dell’Ornellaia ha prodotto circa 32 mila bottiglie di Masseto, 140mila di Ornellaia, 150 mila di Serre Nuove e 460 mila di Le Volte. Il 67% delle bottiglie viene esportato, il 60% va in Stati Uniti, Germania e Svizzera. Vediamo come.
I mercati esteri. È li che Ornellaia volge i suoi interessi. Nel 2007, l’export ha pesato sul fatturato per il 69% (contro il 31% delle vendite sul mercato italiano). I mercati in cui si è esportato maggiormente sono stati quello Usa (18% sul totale export), tedesco (12%) e svizzero (9%). Buone quote anche in Canada (8%) e Giappone (6%). Viviana Rosa, responsabile marketing della Tenuta, ha spiegato a ItaliaOggi che “i primi cinque paesi rappresentano l’83% del totale fatturato, mentre il 17% viene fatto da altri 58 paesi gestiti da 55 importatori, da cui ci si attende una crescita futura”.
Tra questi, Cina, Thailandia, Messico, Scandinavia e soprattutto India. I paesi aperti nel 2007 sono stati Messico, Thailandia e Norvegia. Nel 2008 toccherà a Kazakhistan, Vietnam, Repubblica Slovacca e Slovenia.

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