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Italia Oggi

La vendemmia australe va a gonfie vele ... La vendemmia nei paesi dell’emisfero Sud ha dato risultati sorprendenti. La crescita media è del 5% per i nove paesi presi in esame dall’Oiv riunitasi a Parigi in questi giorni: Sudafrica, Argentina, Bolivia, Brasile, Perù, Cile, Uruguay, Australia e Nuova Zelanda. Anche se occorre tener presente che il 10% segnato dall’Argentina, che risulta coprire un terzo dell’intera produzione dell’emisfero, è controbilanciato dall’andamento più che positivo dell’insieme degli altri paesi. Vero boom, ad esempio, in Nuova Zelanda dove la quantità raccolta delle uve è addirittura superiore del 39% rispetto al 2007. Ora ci si chiede quali ricadute avrà sui mercati la maggiore produzione di vino che ne conseguirà tenendo conto che il peso del Sud del mondo è andato sempre crescendo dal 1986 in poi. Nel quinquennio 1986-90, sempre dati Oiv, la quota sugli scambi individuali era dell’11,7%, nel 2001 era al 15 per passare al 21% nel giro di tre anni e toccare quota 24% nel 2007.

In termini di volumi di vendita si sono contraddistinti Australia (raddoppiati dal 2001 al 2007) e Cile (arrivato a quota + 97%). Per non citare l’Argentina (+308%) che pur producendo quasi il doppio del Cile esporta poco più della metà in termini di volumi. I maggiori mercati dei vini extraeuropei sono il Regno Unito con oltre 5 mln di hl nel 2007, Usa con 3,6 milioni di hl, Germania 1,4, Russia e Canada con 1,1 milioni e per ultima la Cina, poco sotto il milione di ettolitri, Che accadrà adesso? È presto per dirlo ma qualcuno avanza ipotesi tenendo fermo l’obiettivo sull’Italia il cui export, rivelano altri dati diffusi dall’Unione italiana vini questa settimana, è in discesa per via dei prezzi delle bottiglie che sono aumentati mentre lo stesso non è avvenuto per Francia e Spagna. A parere di Fabio Albani, milanese, importatore d vini sudafricani: «Gli acquisti in Italia sono buoni soprattutto nelle grandi città, meno in provincia e tanto più nelle zone dove già esistono i vini “storici” autoctoni, preferiti anche dai turisti», mentre alla siciliana «Sottesoli», grande cooperativa con vini di medio prezzo, commentano che se australiani, cileni, sudafricani e altri dovranno vendere più vino saranno costretti ad abbassare i prezzi. Quanto agli italiani si renderanno necessarie maggiori iniziative promozionali coordinate sui mercati
esteri e giocare anch’essi sul prezzo”.

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