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Italia Oggi

L’Erbaluce che illumina il Piemonte ... Vini bianchi... Sulle colline moreniche a Nordest della provincia di Torino, che oltre trent’anni fa erano una delle zone più ricche della regione per la presenza della Olivetti e del relativo indotto, nasce uno degli “storici” vini bianchi della Penisola. Si tratta dell’Erbaluce di Caluso, doc già nel ‘67 quando di altri “bianchi” non c’era l’ombra. In Piemonte, infatti, il Roero-Arneis era una realtà ancora ben al di là da venire e il Gavi deve le sue fortune anche all’“inventiva enologica” di Mario Soldati e della sua azienda (ora gestita dalla figlia Chiara nell’alto Monferrato. Oggi di Erbaluce se ne producono 1 milione e 300 bottiglie suddivise tra vino fermo, spumante e passito che hanno origine da quasi 150 ettari.
L’Erbaluce si presenta con un colore giallo paglierino, buon aroma e acidità, profumo sottile di frutta, consumato anche come aperitivo. Da anni ha acquisito lo status divino eccellente ma il percorso per arrivare a questo risultato è lungo e pieno di sperimentazioni. Uno dei problemi che è stato necessario affrontare è quello dell’acidità spesso molto marcata. Ritardando la vendemmia e grazie alle tecnologie di cantina è stato possibile giungere a una migliore qualità. A metà maggio è entrato nel 41° anno della doc e i produttori mirano ad ampliare la produzione, viste anche, spiegano all’azienda “Orsolani” di San Giorgio Canavese, le richieste di mercato favorevoli agli spumanti.

È consistente il numero dei vigneti che entreranno in produzione a breve e l’obiettivo è di ampliare il numero delle bottiglie di “passito” ora limitate a meno di 50 mila unità.
Questo, nascendo da un’uva dotata di notevole acidità, permette di avere un gusto non stucchevole e moderare l’effetto degli zuccheri che caratterizza i passiti del Centrosud. “L’Erbaluce”, spiega ancora Gian Luigi Orsolani, “rappresenta il porta-bandiera dell’enologia di questa parte del Piemonte ed è venduto in buona parte nelle regioni del Nordovest ma si sta ampliando anche il mercato estero”. Non sono in vista richieste per ottenere la docg come è avvenuto, ottenendola, per Roero-Arneis e Gavi”. Infine, una chiosa: Cronaca Qui ha pubblicato di recente la notizia di una presunta truffa nella produzione dell’Erbaluce.
Orsolani spiega a ItaliaOggi: “Si tratta di un falso scoop giornalistico, fomentato da un mitomane, che sembra non conoscere il mercato e la legislazione sull’etichettatura”. Della stessa idea Sergio Dezzuto, presidente del consorzio di tutela Erbaluce di Caluso, che annuncia “Abbiamo affidato a un legale un incarico, per capire cosa sia successo”.

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