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Italia Oggi

Vino veneto export fermo al palo ... Periodo di stagnazione per le quantità vendute all’estero. Rapporto Veneto Agricoltura-Università di Verona. La parabola discendente è iniziata a fine 2007... Il vino veneto è fermo al palo sul fronte dell’export. Il dato emerge dal rapporto di luglio stilato da Veneto Agricoltura, l’azienda regionale del settore agricolo e agroalimentare, in collaborazione con l’università di Verona, le quali hanno rilevato una tendenza alla stagnazione delle spedizioni internazionali che interrompe il trend positivo registrato dal 2004 al 2007. È proprio nel 2007 che le quantità di vino esportate sono rimaste sostanzialmente stabili rispetto all’anno precedente, con l’unica consolazione della crescita in termini di valore che si attesta a +3,2%.
Un aumento lieve, visto che il prezzo medio di esportazione è passato da 1,90 a 1,94 euro al litro dal 2006 al 2007. Il dato è particolarmente significativo perché il Veneto contribuisce per il 28%. circa alla produzione nazionale avviata verso i mercati esteri. E se il 2007 non è stato entusiasmante, il 2008 manda segnali contrastanti. La parabola discendente dell’export è iniziata nella parte finale dello scorso anno e nel primo trimestre 2008, come confermato dall’Istat, l’Italia ha spedito nel mondo 3,9 milioni di ettolitri di vino, ovvero il 9,1% in meno rispetto al corrispondente periodo del
2007.
Anche se il valore dell’export nazionale nel trimestre è salito del 7,7% fino a 798 milioni di euro, trainato da un prezzo medio in aumento del 18,6%, pari a 2,02 euro al litro. Tornando al Veneto, nel 2007 le esportazioni sono state focalizzate nel mercato europeo, dove si riversa l’81% delle quantità e il 68% del valore. I maggiori clienti restano Germania e Regno Unito, ma con una propensione verso prodotti a basso valore. Sul piano della redditività, invece, è l’America il continente con la maggiore capacità di spesa, assorbendo una quota del 28%.
Per quanto riguarda i paesi emergenti, qui si registra il maggior incremento percentuale dell’export. In particolare, dal 2004 al 2007 le esportazioni di vino nei mercati asiatici sono aumentate infatti del 26%. Ma quali sono le tipologie di vino “made in Veneto” che si affermano sui mercati internazionali? Le Doc e le Docg, che rappresentano circa la metà del valore dell’export, e i vini da tavola, che pur attivando consistenti flussi commerciali e nonostante la presenza al loro interno delle produzioni Igt, si posizionano nei segmenti di mercato basic, dove l’affollamento dell’offerta e la qualità del prodotto spingono a un’agguerrita competizione di prezzo. “La strada verso la maggiore valorizzazione del vino veneto”, spiega a ItaliaOggi Roberta Capitello, docente della facoltà di economia dell’università di Verona, “richiede un maggiore sostegno per una strategia di sistema che riesca a veicolare all’estero il nome del Veneto. L’identità regionale complessiva, insomma, dovrebbe prevalere rispetto alle identità delle singole Doc, le quali, a loro volta, potrebbero presentarsi in maniera differenziata sotto un marchio regionale più forte e facilmente riconoscibile sui mercati export”.

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