02-Planeta_manchette_175x100
Allegrini 2018

Italia Oggi

Agroalimentare estese le etichette ... Si studia provvedimento per obbligo d’origine su tutti i prodotti. L’annuncio del ministro Luca Zaia durante il primo question time in un’azienda agricola... Un provvedimento che estende l’obbligo di indicare l’origine in etichetta su tutti i prodotti agroalimentari. È quanto sta studiando il ministero per le politiche agricole. Ad annunciarlo è stato lo stesso ministro Luca Zaia, intervenuto ieri a Campagnano, in provincia di Roma, al primo question time con i produttori agricoli, direttamente in un’azienda. Nel corso dell’appuntamento, promosso dalla Coldiretti e moderato dai conduttori della trasmissione radiofonica “Decanter” Fede & Tinto, il ministro ha risposto alle domande di circa cinquanta imprenditori agricoli, intervenendo su temi come la burocrazia, l’inserimento dei lavoratori extracomunitari e gli interventi della manovra finanziaria. Al motto di “Meno convegni e più terra” Zaia ha voluto così dare il via a un nuovo ciclo di appuntamenti che lo vedranno a stretto contatto con i protagonisti del settore agricolo. Il ministro ha annunciato di voler estendere a tutti i prodotti alimentari, e non solo all’olio d’oliva, l’obbligo di indicare l’origine dei prodotti sulle etichette.
“Se saremo confortati dai pareri che abbiamo chiesto su questa proposta”, ha affermato Zaia, “la presenteremo in pochi giorni all’Unione europea”. E nel complimentarsi coi le forze dell’ordine per il sequestro, avvenuto ieri, in Piemonte, di 8 mila ettolitri di vino mischiato con zucchero e acqua, ha annunciato “tolleranza zero contro chi attenta alla salute dei cittadini e viola le regole della sicurezza alimentare. Quella in Piemonte è stata una grande operazione portata a termine con un serio lavoro di intelligence”. Contrarietà, poi, agli Ogm che “non hanno dato benefici in termini di reddito agli agricoltori. In paesi dove gli Ogm sono una realtà consolidata, come il Regno Unito, gli scaffali organic sono dominanti mentre la sezione Ogm è relegata a consumo delle fasce meno abbienti della società”. Agli imprenditori che hanno chiesto meno burocrazia per poter utilizzare lavoratori extracomunitari nei campi, il ministro per l’agricoltura è intervenuto in difesa della “legge Bossi-Fini che aveva come filosofia un contratto di lavoro uguale alla presenza sul territorio. Però dobbiamo anche dire che si sono verificati dei casi in cui le persone perbene che lavoravano non erano il regola mentre altre che spacciavano o delinquono sono in regola, il ministro dell’interno Maroni sta lavorando benissimo sulla questione sicurezza. Da parte mia mi sto confrontando con il ministro del lavoro Maurizio Sacconi sulla questione degli stagionale o dei voucher, e presto avremo un incontro per discutere come renderlo meno burocratico per venire incontro alle necessità dell’agricoltura”.
Quanto alla recente legge finanziaria Zaia ha spiegato che “non ci sono risorse per ristorare i nostri produttori agricoli per pagare i danni della selvaggina e il fondo di solidarietà nazioale ha subito un taglio di 42 milioni di curo. Questi tagli sono il frutto della manovra finanziaria da 36 miliardi di curo che ha ridotto di 500 milioni di euro il bilancio del ministero delle politiche agricole, pari ad un terzo del totale per arrivare al 48% entro il 2011”. È previsto a breve un emendamento di “aggiustamento”, e in questo caso verrà data precedenza al Fondo di solidarietà. Più cauto sull’Ici sui fabbricati rurali. “Stiamo affrontando il problema”, ha spiegato, “spero si possa avere una schiarita e chiedo agli agricoltori ancora un po’ di pazienza”. Quanto ai prezzi dei prodotti agricoli Zaia è stato chiaro. “I cali congiunturali”, ha detto il ministro per le politiche agricole, “dimostrano che gli aumenti dei prezzi al dettaglio non sono da imputare in nessun modo ai contadini ma, semmai, a una filiera troppo lunga, agli incrementi tariffari e in parte anche alla speculazione. È evidente che nel passaggio dei prodotti dal campo alla tavola si verificano delle storture. Lavoreremo per correggerle e contemporaneamente per sostenere i redditi degli agricoltori. Il dato Ismea sui prezzi alla produzione dimostra che l’agricoltura solo non è la causa dei rincari dei prodotti alimentari, ma che anzi sta dando una notevole spinta deflazionistica in una congiuntura certo non facile per l’economia italiana e straniera”. Le speculazioni ai danni della pasta, il piatto preferito dagli italiani, sono state denunciate dal presidente di Coldiretti, Sergio Marini, che ha parlato di “quotazioni del grano che sono andate più giù della borsa. La pasta non accenna a diminuire e ha raggiunto valori medi di 1,6 euro al chilo, nonostante il fatto che il grano duro sia oggi attorno ai 0,28 euro al chilo”.

Copyright © 2000/2018


Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit


Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2018

Pubblicato su

Altri articoli