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Italia Oggi

Brunello, confermato disciplinare ... Alla fine hanno prevalso buon senso e tradizione. L’assemblea del Consorzio di tutela del Brunello di Montalcino ha deciso, a stragrande maggioranza, di confermare gli attuali disciplinari, per il Brunello docg e per il Rosso di Montalcino doc: i due vini dovranno essere prodotti unicamente con l’apporto di uve Sangiovese. Analoga decisione è stata presa per gli altri vini sotto la tutela del Consorzio: il Moscadello di Montalcino doc e il Sant’Antimo doc. Si chiude così, dopo mesi di alta tensione e rischi incalcolabili di immagine e di business sui mercati internazionali, una vicenda scoppiata proprio alla vigilia dello scorso Vinitaly. Allora, un’inchiesta del settimanale L’Espresso uscita nel giorno dell’apertura di uno dei più grandi saloni mondiali del vino, fece il giro del mondo, anche se i fatti riportati dal settimanale risalivano a un’inchiesta giudiziaria di fine 2007. In buona sostanza, pochi produttori (anche se molto noti in ambito internazionale) avevano prodotto centinaia di migliaia di bottiglie di Brunello non conformi al disciplinare: avevano cioè tagliato il Sangiovese con Merlot e altri vini. L’indagine giudiziaria sta volgendo al termine e di fatto le poche aziende coinvolte hanno dovuto rinominare quelle bottiglie di Brunello in normali vini Igt per vedersele dissequestrate. La capacità di intervento e di rassicurazione da parte del ministro Luca Zaia hanno evitato a fine primavera il blocco totale dell’import americano di Brunello. Ora tutti tirano un sospiro di sollievo, dicono che lo “scandalo” è rientrato, che i controlli saranno più attenti. Tutti se lo augurano. Sta di fatto, che, alla fine e dopo non poche tensioni interne, il Consorzio è arrivato a una votazione che desse una risposta definitiva sul nodo del disciplinare. Una votazione giudicata “tardiva” da alcuni, che hanno lamentato il troppo tempo passato dallo scoppio dello scandalo ma forse necessaria per ricompattare i ranghi del Consorzio, assai divisi in questi mesi. Stando ad alcuni produttori, coloro che volevano il rispetto dell’attuale disciplinare hanno dovuto convincere alcuni indecisi e isolare quei produttori fautori di un mercato anarchico, ma proficuo economicamente. Il risultato delle votazioni parla da solo: il 96% dei membri del Consorzio ha votato a favore del mantenimento dei vecchi disciplinari e il presidente del Consorzio, Patrizio Cencioni, ha parlato di “ripartenza” del Brunello.

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