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Italia Oggi

Centromarca, da Coop solo marketing ... Operazione demagogica: non considera le dinamiche del mercato... Un’operazione demagogica che per Coop si trasforma anche in una mossa di marketing”. Così Luigi Bordoni, presidente di Centromarca, l’associazione che rappresenta le industrie di marca e che ne promuove il sistema di valori, descrive l’attacco sferrato dall’insegna lo scorso sabato dalle pagine dei principali quotidiani alle industrie.
In una lettera aperta Coop ha accusato le imprese, soprattutto le multinazionali, di non aver abbassato i prezzi degli alimenti nonostante i costi di varie materie prime, tra cui grano, mais, farine, orzo, latte e semi oleosi ma anche petrolio e alluminio, abbiano finalmente cominciato a scendere, dopo l’impennata dei mesi scorsi. “Coop ha già abbassato i prezzi di pasta, farina, latte Uht e yogurt a marchio Coop”, recitava la lettera, “ e ci saremmo aspettati che anche le industrie facessero altrettanto. Non è successo”. Anzi, Coop afferma di trovarsi di fronte a “richieste di aumenti, dal 4 fino all’8%, su prodotti importanti per la spesa delle famiglie italiane”.
L’insegna reputa queste richieste “ingiustificate e incompatibili con la necessità di contenere i prezzi e favorire i consumi in un momento di
grave crisi” e dichiara che “non accetterà richieste ingiustificate di aumento dei prezzi”. Cen-tromarca, che ha ribattuto alla lettera diramando a sua volta un comunicato, pensa invece che Coop abbia presentato il problema dei prezzi in chiave semplicistica e scorretta, “occultando”, come spiega il presidente Bordoni, “le reali dinamiche del mercato”.

Domanda. Quali sono quindi queste dinamiche che impediscono alle aziende di abbassare i prezzi davanti a un calo dei costi delle materie prime?

Risposta. Innanzitutto, l’adeguamento dei prezzi non può essere immediato. Le previsioni sull’andamento dei costi delle materie prime facevano pensare a un aumento continuo e strutturale, e questo vale per la farina così come per il petrolio. Bisogna tenere presente che le imprese non vanno tutti i giorni al mercato a fare la spesa, ma fanno delle scorte che durano diversi mesi. Oggi molti produttori di pasta, per fare un esempio, stanno usando farina di grano duro comperata poco prima dello tsunami finanziario, quando i prezzi erano al top. Senza contare che le materie prime non sono disponibili ai prezzi di borsa: le aziende comprano da fornitori, che a loro volta non sono i primi .produttori. E poi teniamo pre-
sente che il contesto continua a essere inflazionistico e i prezzi non sono stabiliti solo in base ai costi delle materie prime: ci sono voci di costo molto più pesanti, come il personale e il trade spending.

D. Coop però è riuscita ad abbassare i prezzi di latte, farina e pasta. Come lo spiega?

R. Un grande distributore, che opera in tante categorie merceologiche, può ridurre più facilmente i prezzi di alcuni prodotti, perché magari recupera rifacendosi su altri. Abbassa il costo della pasta e aumenta quello dei detersivi. Un pastificio che fa solo un prodotto, invece, non può spalmare il costo su altre voci.

D. Poniamo allora che le aziende non possano ancora abbassare i prezzi: Coop, però, parla addirittura di aumenti.

R. Coop fa un’operazione demagogica, perché semplifica un tema complesso portando il risultato, l’aumento dei prezzi, senza parlare delle ragioni che conducono a tale risultato: Notoriamente siamo in un momento economicamente delicato, le prospettive per il 2009 sono preoccupanti e la concorrenza si fa sempre più dura. Ogni decisione presa è ponderata e se un’impresa posiziona un prezzo più in alto, dietro ci sono logiche ineluttabili che giustificano
la scelta, non da ultimo la sua stessa sopravvivenza. Coop non tiene conto del rischio d’impresa e con quella lettera fa un’operazione di marketing sociale e commerciale.

D. In che senso?

R. Con quella lettera Coop, di fatto, ha voluto dire ai consumatori: noi siamo doppiamente bravi, perché abbassiamo i prezzi, mentre gli altri
non lo fanno. Ma i distributori incontrano continuamente le imprese, non sono due mondi avulsi, si parlano di continuo. Coop avrebbe potuto dialogare con le aziende. Se invece di parlare con il tuo interlocutore ti ergi a giudice e affidi ai giornali il messaggio che vuoi dare, secondo me hai altri fini.

D. Nel frattempo, dopo la denuncia di Coop, il Coda-cons ha deciso di inviare un esposto alla magistratura perché apra un’indagine sui prezzi al dettaglio in tutta Italia. Cosa ne pensa?

R. Trovo l’operazione altrettanto demagogica. A volte ci si dimentica che in Italia non abbiamo un sistema economico dirigistico. Il mercato fa la sua selezione, se il prezzo di un prodotto è troppo alto il consumatore può sempre scegliere altre marche. Ovvio, se c’è un cartello va punito, ma per questo c’è l’Antitrust a vigilare. Faccio un esempio: oggi in Italia esistono circa 150 pastifici. Solo due anni fa erano circa il doppio. Selezione naturale.

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