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Italia Oggi

Bonus per l’export alimentare ... In Gazzetta Ufficiale il decreto con il credito fiscale fino al 50% delle spese per la promozione... Le imprese dell’Agroalimentare, siano esse pmi o meno, potranno da oggi beneficiare di un credito d’imposta sino al 50% delle spese sostenute per attività di promozione all’estero. L’incentivo, coperto da risorse già stanziate, sarà limitato all’anno in corso e all’anno prossimo. E quanto prevede un decreto legge, oggi in Gazzetta Ufficiale, che sblocca un bonus fiscale ideato con la finanziaria 2007, ma, finora, mai attivato per l’opposizione della commissione europea. Per sbloccare l’impasse, sono state escluse le grandi imprese agroindustriali e le pubblicità di prodotto...
Il bonus per promuovere il buono dell’Italia oltre frontiera passa dalle parole ai fatti... Ieri, in Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il decreto legge per il rilancio dell’agroalimentare made in Italy, approvato venerdì scorso dal consiglio dei ministri. E contenente il credito d’imposta per finanziare le spese di promozione dei prodotti alimentari italiani sui mercati esteri. L’agevolazione non copre più le spese sostenute dalle grandi imprese agroindustriali, fatta eccezione, chiaramente, per il regime de minimis. E non finanzia neanche la pubblicità sui prodotti specifici delle singole imprese. O le attività promozionali legate al singolo marchio commerciale. Il decreto consente però a diverse categorie di imprese, siano esse pmi o meno, di beneficiare del credito d’imposta sino al 50% delle spese ammissibili. L’incentivo sarà coperto con risorse già stanziate e sarà limitato all’anno in corso e all’anno prossimo.

Il nodo europeo. Dopo un complesso negoziato con Bruxelles, la Commissione europea, con decisione C(2008) 668 del 13 febbraio scorso, ha approvato lo schema di decreto attuativo, contenente il regime di aiuti in questione. Il negoziato ha portato alla modifica dell’incentivo, per come era stato disegnato dalla Finanziaria 2007. In particolare, dall’articolo uno, commi 1088, 1089 e 1090 della legge 296/2006.

UUe aveva chiesto subito al governo italiano di modificare il testo. E la modifica era già stata approvata dal Consiglio dei ministri nel febbraio scorso (atto di governo n. 235 della precedente legislatura), “bollinata” dal ministero dell’economia e delle finanze e approvata (20 marzo 2008), dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. Ma il cambio di legislatura ha impedito l’adeguamento della norma, che però doveva diventare obbligatoriamente operativa già nel 2008. Altrimenti le risorse finanziarie stanziate sarebbero andate perdute. E l’agroalimentare sarebbe rimasto a bocca asciutta.

La modifica ora finalmente è arrivata. È nel decreto legge e consente alle imprese di sostenere i costi ammessi a incentivo per il 2008 nei termini fissati dalla Commissione europea. Si realizza così in via operativa e non solo cartacea un importante effetto di sostegno all’export dei prodotti agroalimentari, considerati, in modo bipartisan, la via strategica per lo sviluppo dell’intero comparto.

Biodiesel. Il decreto dispone poi che il contingente di 250 mila tonnellate annue di biodiesel fiscalmente agevolato sia suddiviso in una quota prioritaria di 70 mila tonnellate ottenuta da oli vegetali prodotti nell’ambito di contratto quadro, e in una seconda quota generica di 180 mila tonnellate realizzata da oli aventi diversa origine.

Enti irrigui. In terza battuta, per far fronte alla grave esposizione debitoria dell’Ente per l’irrigazione e la trasformazione fondiaria in Puglia, Lucania e Irpinia (Eipli), il governo ha stanziato un contributo straordinario da 5,6 mln di euro. Servirà a garantire la gestione ordinaria del servizio pubblico essenziale di irrigazione e distribuzione dell’acqua, fino al 31 marzo 2009. E tali somme, va detto, non saranno soggette a esecuzione forzata, a pena di nullità rilevabile d’ufficio dal giudice.

Pesca. Dulcis in fundo, il decreto risolve un’emergenza di carattere finanziario correlata a tempi contabili nazionali ed Ue, inerenti gli interventi cofinanziati dall’Unione europea su pesca e acquacoltura, nell’ambito del programma Sfop. La misura evita il blocco degli interventi 2000-2006, a cofinanziamento europeo, in scadenza entro la fine del 2008.

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