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Italia Oggi

Investimenti, i vini di lusso battono la Borsa ... Il vino come forma di investimento alternativo alle Borse, alle materie prime o all’immobiliare. E come paracadute in tempi di crisi. Un investimento capace di rivalutarsi fino al 160% in un solo anno. A rilevarlo è stato il centro Ricerche & Studi di Mediobanca, in occasione della sbarco del vino Masseto della Tenuta Ornellaia alla Place de Bordeaux, il mercato dei vini della città francese. Infatti il Masseto, un Merlot in purezza prodotto dalla Tenuta dell’Ornellaia, a Castagneto Carducci, dall’anno prossimo sarà distribuito anche nella Place de Bordeaux, primo vino non francese ad avere accesso nella prestigiosa piazza francese. In particolare, il Masseto ha registrato negli ultimi anni rivalutazioni da capogiro, con la stessa bottiglia dell’annata 1998 che ha raggiunto un incremento economico del 446% in confronto al prezzo di dieci anni fa.
Mentre l’incremento di prezzo medio di una bottiglia nell’ultimo decennio è stato del 322%, con una crescita del 70% nelle quotazioni 2008 rispetto a quelle 2007. Un investimento non da tutti, considerando che l’anno scorso un imperiale (bottiglione da sei litri) di Masseto 2001 è stato aggiudicato a 6.948 euro, con un incremento di oltre il 500% rispetto al prezzo di commercializzazione del 2004. Ma se investire direttamente in bottiglie di vino sembra troppo oneroso, si può ripiegare sempre sulla Borsa, nello specifico in titoli di società vinicole quotate.
I circa 40 titoli di aziende vitivinicole rappresentative di 35 diversi paesi (assente l’Italia) che fanno parte dell’indice Mediobanca del settore hanno avuto una performance dal gennaio 2001 all’ottobre 2008 del 59,8%, contro un 15% registrato nello stesso periodo delle Borse mondiali. I vini di lusso strabattono gli investimenti in Borsa, ma anche se si volesse considerare il nettare di Bacco come materia prima d’investimento il discorso non cambierebbe. Da luglio 2001 comprare vini “top quality” ha reso mediamente il 13,8%, più dell’oro (13,3%) e il triplo dell’immobiliare (+4,4%). Sottinteso che il vino non va bevuto, altrimenti addio guadagno.

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