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Italia Oggi

Agricoltura, qualità è lo standard ... Il messaggio del ministro Luca Zaia, che per le festività ha invitato a consumare made in Italy. Ribaditi pugno di ferro e tolleranza zero contro le frodi...
“La qualità non deve essere un lusso, ma lo standard dell’agricoltura italiana”. È questo il messaggio che il ministro delle politiche agricole, Luca Zaia, ha voluto lasciare durante la conferenza stampa di fine anno, svoltasi al Mipaaf, per illustrare il bilancio dei primi otto mesi di attività.
Con una battuta (“fare lo sciopero dell’ananas a Natale”) Zaia ha invitato tutti a consumare, durante le feste natalizie, prodotti italiani (in particolare zampone e cotechino), di cui sono garantiti la qualità e i rigorosi controlli, mettendo in discussione, invece, quei prodotti che, al contrario, non sono di stagione, non sono tipici del nostro territorio e vengono da paesi dove è ancora possibile produrre senza il rispetto delle nostre norme sulla sicurezza alimentare.
In particolare, il ministro ha colto l’occasione per sottolineare a sicurezza dei suini italiani che sono certificati (Dop) e continuamente controllati, al contrario di quelli irlandesi, di cui solo lo 0,3% è importato in Italia. Ricordando, poi, che soltanto nel 2008 i controlli effettuati nel settore sono stati 8 mila, Zaia ha precisato di aver intenzione di proseguire con la “tolleranza zero” e cioè, per quanto riguarda la sicurezza alimentare, di voler continuare la strategia del pugno di ferro e del massimo rigore nei confronti di tutte le sofisticazioni e frodi alimentari. “Il nostro obiettivo deve essere difendere il consumatore” ha aggiunto, spiegando come l’aumento in valore e in quantità
del 10% della vendita del biologico siano elementi che confermano, da parte dei consumatori, che “la strada intrapresa è quella giusta”.
Perentoria anche la posizione espressa sulla questione del rapporto tra vino e giovani. “Per me chi beve non deve guidare” ha detto Zaia rispondendo a una domanda e ricordando come, durante la sua esperienza di amministratore, una strategia che vide lo sforzo congiunto delle istituzioni e di tutti gli interlocutori provinciali abbia consentito di dimezzare i morti sulle strade per alcool (da 167 a 60-70).
A proposito dei giovani, il ministro ha affermato di credere in un “rinascimento” agricolo italiano in cui i giovani devono e possono avere più spazio, ma per convincerli di questa opportunità Zaia chiede l’aiuto dei giornalisti. “È una sfida unica”, ha affermato, “dobbiamo essere in grado di spiegare ai nostri ragazzi che c’è lo spazio per loro, abbiamo un fatturato di 50 miliardi di euro, e un milione di aziende. I giovani che desiderano dedicare la loro vita all’agricoltura sono tanti
e tante le loro capacità: a noi il compito di sostenerli e aiutarli, a voi quello di raccontare un mondo uscito finalmente dal cono d’ombra cui era stato relegato”.
L’incontro è stato l’occasione per fare il punto anche su alcune questioni in ambito europeo. “La strada è tutta in salita, ma ci sono 90 giorni per la negoziazione” ha affermato Zaia a proposito del negoziato sull’etichettatura obbligatoria, sulla quale è prevista una bilaterale con Mariann Fischer Boel per giovedì.
Per il ministro quella dell’etichettatura è una “battaglia importante e decisiva per la difesa dei nostri prodotti tipici che sono il simbolo del nostro paese e della nostra produzione. Dobbiamo fare una grande battaglia dicendo anche no ai gusti standardizzati che ci vogliono imporre”. Sui risultati ottenuti in ambito europeo, grazie anche all’attenzione della stampa, Zaia è convinto che “sono un fatto straordinario sii cui ora si deve lavorare e grazie ai quali si apre un capitolo nuovo su cui impegnarci”.
Il ministro dell’agricoltura ha, inoltre, evidenziato che quest’anno all’Italia è stato assegnato il plafond più alto di aiuti per gli indigenti per un totale di 129 milioni di euro (il 26% del totale dei fondi comunitari), contro i 60 dell’anno scorso, e che questa somma sarà utilizzata per acquistare, riso, zucchero, cereali, prodotti lattiero-caseari come il Parmigiano Reggiano e il Grana Padano, da distribuire agli oltre sette milioni di persone che vivono con meno di 600 euro al mese.

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