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Italia Oggi

Fabbricati rurali, addio all’Ici ... Nuovi ritocchi al patto. Per lasciare i consorzi tempo fino al 2010... Niente Ici sui fabbricati rurali. Le unità immobiliari, anche iscritte o iscrivibili nel catasto fabbricati, per le quali ricorrono i requisiti di ruralità previsti dall’art. 9 del dlgs 557/93, non potranno essere tassate ai fini dell’imposta comunale sugli immobili. Lo prevede un emendamento al disegno di legge di conversione del dl milleproroghe (dl 207/2008) approvato in commissione affari costituzionali del senato che, se confermato dall’aula, dove il provvedimento approderà martedì prossimo, scriverebbe la parola fine sull’ennesima querelle tra comuni (che insistono per il pagamento dell’imposta, forti anche di una circolare dell’Anci Emilia-Romagna dello scorso mese di ottobre) e governo.
L’emendamento mette nero su bianco quanto già chiarito dal ministro per l’attuazione del programma, Gianfranco Rotondi, che rispondendo a un’interrogazione si era espresso contro la tassazione dei fabbricati rurali, giudicandola una doppia imposizione, in considerazione del fatto che, aveva spiegato il ministro, il reddito dominicale del terreno incorpora già la rendita dell’immobile. Soddisfatta della correzione si è detta Confagricoltura, secondo cui “finalmente si avvia sui giusti binari la soluzione di un problema delicatissimo ed oneroso per le imprese agricole”.

La prima commissione di palazzo Madama, che mercoledì ha lavorato fino a tarda notte sugli emendamenti, ha approvato altre proposte di modifica che riguardano da vicino gli enti locali. A cominciare dal patto di stabilità.

Patto di stabilità. Ha ricevuto, infatti, il via libera l’emendamento a firma del senatore Antonio Battaglia (Pdl) che rimodula la norma della Finanziaria 2009 sul patto di stabilità interno e sul trattamento delle spese per investimenti in infrastrutture. Non andranno incontro a sanzioni gli enti locali che non rispetteranno il Patto a causa di spese relative a investimenti in infrastrutture che siano stati preventivamente autorizzati con decreto del ministero dell’economia (d’intesa con la Conferenza unificata).
Gli enti locali interessati dalla deroga sono quelli che hanno rispettato il patto di stabilità interno nel triennio 2005-2007 e che hanno registrato, in ciascuno degli anni 2009-2011, impegni per spesa corrente, al netto delle spese per adeguamenti contrattuali del personale dipendente, compreso il segretario comunale, per un ammontare non superiore a quello medio corrispondente del triennio 2005-2007.

L’emendamento prevede inoltre che sullo schema di decreto di autorizzazione di via XX settembre debbano esprimersi le Commissioni parlamentari competenti entro 20 giorni dalla trasmissione. Entro trenta giorni dall’entrata in vigore del ddl di conversione del milleproroghe saranno stabiliti i criteri di selezione delle istanze degli enti territoriali, nonché i termini e le modalità per l’invio delle domande.

L’emendamento sul patto di stabilità giunge in un momento in cui i rapporti tra Anci e governo, dopo la circolare del ministero dell’economia che ha notevolmente ristretto i margini di manovra dei comuni, sono tesissimi. Ieri il consiglio nazionale dell’associazione (che ha eletto il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, alla carica di vicepresidente vicario) ha deciso di interrompere le relazioni istituzionali con il governo, nelle Conferenze e nelle sedi di confronto sulla Carta delle autonomie e sul federalismo fiscale. Mentre alla camera 20 deputati del Pdl (primi firmatario Osvaldo Napoli e Maurizio Lupi) hanno presentato una mozione (a cui si è aggiunta l’interpellanza urgente sottoscritta da Stefano Graziano del Pd) che mette in guardia il governo sui rischi per i bilanci comunali prodotti dall’interpretazione troppo restrittiva delle norme sul Patto.
A rasserenare gli animi ci ha pensato il sottosegretario all’economia, Giuseppe Vegas che, in una nota, ha preso atto dello strappo dell’Anci, riconoscendo che “la recente circolare della Ragioneria generale dello stato non poteva che ricalcare quanto stabilito dalla legge”. Con una promessa. “H governo”, ha detto il sottosegretario, “è disponibile a considerare in tempi brevi, in attuazione dell’impegno richiesto dal parlamento, le eventuali modifiche normative necessarie per consentire agli enti locali virtuosi di incrementare la spesa per investimenti, con riferimento, tra l’altro, all’utilizzazione delle risorse derivanti da dismissioni immobiliari.

Consorzi. Prorogato al 1° gennaio 2010 il termine (scaduto lo scorso 1° gennaio) a partire dal quale i comuni dovranno dismettere le partecipazioni a più consorzi o unioni. Con un’importante precisazione che sta molto a cuore all’Anci. Si dovrà partecipare a un’unica forma associativa ma solo “per gestire il medesimo servizio”. E’ questo
il senso dell’emendamento presentato da Enzo Bianco (Pd) e approvato in commissione che va proprio nella direzione auspicata dall’Associazione dei comuni. “E’ stata accolta la richiesta dell’Anci di non prorogare meramente il termine della norma quanto di chiarire che l’obiettivo è quello di evitare duplicazioni di enti e di competenze nella gestione del medesimo servizio”, precisa Mauro Guerra, sindaco di Tremezzo e presidente della Consulta Anci piccoli comuni. “In assenza di questo chiarimento”, ha spiegato, “si sarebbero determinati effetti gravissimi, soprattutto nei comuni di minore dimensione demografica, nel garantire l’erogazione di servizi importanti quali ad esempio il trasporto pubblico locale, la polizia municipale e i servizi socio-assistenziali”.
Gli altri emendamenti. Approvato anche l’emendamento del ministro della giustizia Angelino Alfano, che prevede misure “per far fronte alla grave situazione di
sovrappopolamento delle carceri”. Previsti poteri straordinari al capo del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, Franco Ionia, e iter più veloci per l’edilizia carceraria.

Tra le altre proposte di modifica che hanno incassato il disco verde della commissione, c’è un emendamento proposto dal relatore, Lucio Malan (Pdl) che dilaziona i termini di alcune dichiarazioni fiscali (Ires e Irap). Sì a un’altra proposta, sempre a firma di Malan, che fissa all’anno solare precedente al 1° luglio il reddito sul quale calcolare le prestazioni previdenziali.

Fra le proposte del governo, è stato approvato un emendamento che stabilisce che le società autostradali aggiudicatrici di appalti possano affidare a società in house alcuni lavori prima non consentiti (servizi e forniture). Sul settore dell’autotrasporto è stato anche approvato un emendamento che riduce i tassi dei premi Inaii, in ragione del minor tasso di incidentalità.

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