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Italia Oggi

Il Piemonte a (pro)secco ... Il 25 percento circa della produzione del Prosecco ha origine in Piemonte dove alcune importanti aziende come “Martini & Rossi”, “Cinzano” e “Riccadonna” o vinificano o imbottigliano. Dopo il processo di spumantizzazione, il vino da qualche tempo al centro delle cronache anche per la disfida pubblicitaria tra la “bionda” Paris Hilton e la veneta, Elisa Silvestrin. Ma ora a far crescere ancora di più l’attenzione intorno alle celebri “bollicine” arriva la presa di posizione di un consigliere regionale Pdl, Alberto Cirio, presidente dell’Ente Fiera del tartufo di Alba. In un ordine del giorno, presentato alla giunta Cirio chiede chiarimenti circa il rischio che in un futuro neppure molto lontano nella regione non si possa più produrre Prosecco. Il futuro che si delinea, come noto, è che spariranno le “Igt” Alto Livenza, Colli Trevigiani, delle Venezie, Marca Trevigiana e Veneto mentre le due doc Cortegliano-Valdobbiadene e Mantello e Colli Isolani diventeranno docg. Tutta una vasta aerea che interessa il Friuli e gran parte del Veneto diventerà doc costruita intorno al piccolo comune situato vicino a Trieste e che porta il nome del famoso vino. Ma dal Consorzio di tutela di Valdobbiadene il direttore Giancarlo Vettorello assicura fin d’ora che le aziende piemontesi che per la loro storia e tradizione hanno acquisito il diritto a vinificare o imbottigliare il Prosecco non lo perderanno Anzi si dicono anche un po’ stupiti per il gran rumore che si sta facendo intorno alla vicenda, Il 10 marzo si svolgerà comunque un’audizione cui parteciperà anche una delegazione di consiglieri regionali piemontesi per avere chiarimenti. Come per dire fidarsi è bene ma avere assicurazioni certe dai viticoltori veneti è meglio. Resta scontato che come già avviene in ossequio ad altri disciplinari le aziende piemontesi che non hanno acquisito il diritto a vinificare o imbottigliare e vorranno produrre Prosecco dovranno avere anche la cantina in Veneto.

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