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Italia Oggi

Pace sul vino in fiera ... Asse Milano-Verona., declassata Miwine... Ieri il lancio della biennale TuttoFood. Resta il nodo Cibus... Un’ambizione, rivelata senza fronzoli o timidezze dall’a.d. di Fiera Milano spa, Claudio Artusi, è “competere con le grandi biennali continentali dell’agroalimentare, il Sial di Parigi e l’Anuga di Francoforte”.
La speranza, malcelata, è “semplificare il sistema fieristico italiano”, magari trovando un qualche accordo col principale competitor italiano, il Cibus di Parma. Ieri a Milano, alla presenza del ministro alle politiche agricole, Luca Zaia, e dei consoli di alcuni stati europei, è stata presentata TuttoFood, Milano world food exhibition. La biennale del cibo, che dal 10 al 13 giugno terrà in Fieramilano (Rho-Pero) la sua 2a edizione. Si tratta di un evento rigorosamente b2b, una piattaforma d’affari per l’agroalimentare, che punta a mettere in vetrina e in network, gli operatori del cibo made in Italy e non solo. Partendo da prodotti innovativi e di nicchia, formaggi e carni. La platea potenziale non è certo piccola: l’industria alimentare italiana nel 2008 ha fatturato 120 mld di euro, vanta oltre 400 mila addetti e conta 6.500 aziende. Senza contare che il 76% dell’export è “brandizzato” e che, nel suo complesso, il fatturato
generato dall’export agroalimentare italiano raggiunge i 20 mld. Ma resta il nodo irrisolto del rapporto tra TuttoFood e Cibus. Con una novità. Da quest’anno Fiera Milano conta sull’inedita collaborazione di un altro storico player del sistema fieristico nazionale: Veronafiere, organizzatore della più grande manifestazione vinicola italiana, il Vinitaly (dal 2 al 6 aprile), a cui per anni la stessa fiera milanese ha tentato (inutilmente) di sottrarre quote di mercato. Lanciando a più riprese la rassegna Miwine, da quest’anno inglobata in TuttoFood e diluita nella sezione “beverage”. Sacrificata sull’altare dell’intesa con Veronafiere.

Insomma, il vento è cambiato. E tra i due colossi fieristici l’ascia di guerra sembra sotterrata. Almeno sul vino, secondo
quanto spiega il dg Veronafiere, Giovanni Mantovani: “II messaggio è chiaro, a noi il vino, a loro il cibo. Nessuna sovrapposizione, ma chiarezza di ruoli. Per noi è strategico che si arrivi a un quadro semplificato e chiaro del sistema fieristico”, ha detto. Sullo sfondo resta la necessità di coniugare gli interessi del sistema fiere meneghino e della food valley emiliana, che in Cibus ha la sua espressione.

Ma, all’orizzonte, c’è soprattutto l’Expo universale 2015, che in Milano ha la sua sede e nel food la sua parola d’ordine. Ovviamente, la collocazione fisica dell’Expo non può che dare a Fiera Milano (e TuttoFood) un vantaggio competitivo rispetto ad altri sistemi fieristici. E i primi segnali si vedono. Per altro, che la crisi economica vada a impattare sul mercato fieristico è nelle cose. Un sintomo? Ieri, il ministro Zaia ha lanciato un aut aut alle regioni sulla loro presenza in manifestazioni estere: “dovranno fare economie di scala ed evitare che le fiere estere facciano cassa sul loro mancato coordinamento”. Zaia ha poi avvertito che la prossima settimana presenterà “il frigorifero degli orrori”, una “galleria” di tutti i prodotti contraffatti made in Italy. E sibiliino ha chiosato: “sta per partire un’operazione sull’olio d’oliva. Ci saranno sequestri. Basta con le “porcherie”, specie quelle nella vendita porta a porta”.

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