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Italia Oggi

Due proposte da Breganze ... All’imminente appuntamento del Vinitaly, la cooperativa vicentina Cantina Beato Bartolomeo da Breganze (8,508 milioni di euro di fatturato nell’esercizio chiuso a luglio 2008) presenterà due novità nel solco della tradizione. Innanzitutto la linea Savardo, composta da sei vini fortemente rappresentativi del territorio (sono tutti Breganze doc superiore: cabernet, pinot nero, marzemino, Breganze bianco e vespaiolo), pensata per l’alta ristorazione e le enoteche, si presenterà infatti con una nuova etichetta. Ma anche la nuova produzione di Vespaiolo spumante insignita della doc. “Con la semplicità e l’eleganza della nuova veste grafica”, dichiara a ItaliaOggi Piergiorgio Laverda, presidente di Cantina Beato Bartolomeo da Breganze, “che mette in evidenza lo stemma araldico presente nelle proprietà dei conti Savardo, abbiamo inteso rendere omaggio a questa famiglia che dopo la grande guerra introdusse nei propri vigneti una serie d’innovazioni agronomiche che resero possibile la svolta del territorio verso una produzione di qualità elevata”. Attualmente la produzione di questa linea di vini ammonta a circa 60 mila bottiglie e contribuisce grosso modo per il 5% alla formazione del fatturato della cantina. “In prospettiva”, prosegue Laverda, “contiamo però di aumentare il numero di bottiglie. Stiamo infatti puntando a renderne più capillare la distribuzione presso la ristorazione di qualità, attraverso iniziative di valorizzazione degli abbinamenti con i prodotti tipici locali. I vini Savardo stanno inoltre riscuotendo un buon successo nei nostri punti vendita diretti (attualmente sono due, uno presso la sede e uno a Schio, ma ne sono in preparazione altrettanti, ndr). Nell’arco di tre anni potremmo quindi arrivare a 100 mila bottiglie”. Nell’esercizio 2008- 2009 Cantina Beato Bertolomeo da Breganze conta di confermare il fatturato del precedente periodo contabile. La previsione è d’incrementare la produzione di vino imbottigliato, portandola da 3 ,7 a 4 milioni di bottiglie, a fronte di un decremento delle vendite di vino sfuso. E ciò nonostante una vendemmia inferiore del 30% rispetto a quella 2007: di circa 4500-5000 tonn.

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