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Italia Oggi

Serve una regia per il vino! ... Antinori: una task force per promozione e vendite... Ci vorrebbe un coordinamento, una cabina di regia per il mondo del vino. Un ruolo che potrebbe svolgere il ministero dell’agricoltura con il supporto di alcuni consulenti”. A lanciare la proposta di fare sistema è Piero Antinori, erede della storica famiglia di vinattieri fiorentini, e presidente dell’Istituto del vino italiano di qualità “Grandi marchi”. “Purtroppo è una vecchia storia del vino italiano. Ci sono fondi a disposizione, nazionali o comunitari come adesso per la nuova Ocm, ma finiscono per essere sparpagliati a pioggia, per perdersi in mille rivoli e sortire così un minor effetto”.

Domanda. Una cabina di regia per la promozione o anche per la commercializzazione del vino?

Risposta. Sarebbe già importante iniziare con
la promozione. Prendiamo l’esempio dell’Istituto Grandi Marchi. Il 2008 si è chiuso con una crescita del 10% per il nostro export e questo grazie al coordinamento che ci siamo dati nella promozione sui mercati mondiali. Un esempio che purtroppo non è seguito dalle organizzazioni del Paese.

D. Chi dovrebbe avere il ruolo di coordinamento?

R. È necessario un intervento a livello governativo. Occorre una strategia comune. Gli individualismi in periodi come questo non servono. E coordinamento potrebbe essere svolto dal ministero dell’Agricoltura attraverso la costituzione di un piccolo comitato per il marketing e la comunicazione coordinati.

D. Ma sarebbe utile una struttura unica anche per la vendita?

R. Il passo successivo è quello della commercializzazione, anche se adesso è prematuro. Come Istituto stiamo approfondendo proprio questo aspetto e una rete di vendita comune potrebbe essere fattibile in tempi brevi. C’è il tentativo, da parte nostra, di presentarci in maniera unica al consumatore finale attraverso canali come Internet oltre a corner e punti vendita veri e propri.

D. Non è però facile mettere insieme una macchina commerciale unica.

R. Certo una distribuzione allargata ai vari Paesi incontra qualche difficoltà, ci sono agenti diversi, i rapporti
tra chi produce e ehi vende sono di lunga data e spesso hanno carattere personale. Ma sono difficoltà che devono essere superate. Può sembrare retorico, ma davvero l’unione fa la forza anche perché in confronto alle realtà internazionali tutti quanti noi italiani siamo piccoli. Stare insieme è importante anche per la formazione. Come Grandi Marchi siamo riusciti a formare quelli che partecipano al settore vinicolo nel mondo e abbiamo avuto risultati positivi.

D. Quale futuro vede per il vino italiano?

R. Non credo che ci sarà un calo dei consumi. Piuttosto penso, come indicano i primi segnali, si assisterà ad un cambiamento del segmento di prezzo, con i clienti che sposteranno l’attenzione verso la fascia medio bassa. Questo anche per il cambiamento delle abitudini con minori uscite al ristorante e maggiori occasioni di incontro in casa. Questa crisi arriva dopo che c’era stata una decisa ripresa, ma non temo che ci potranno essere ripercussioni negative sui consumi. Specialmente nei Paesi come Usa, Russia o Cina il trend continuerà a essere in crescita.

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